Domenica, 21 Luglio 2024
Il caso

Molestata e punita, ma la Cassazione annulla la sanzione disciplinare per il pm Alessia Sinatra

La Suprema Corte rispedisce al Csm il provvedimento con cui l'anno scorso era stata inflitta la censura al magistrato. Il procedimento era nato dai messaggi da lei scambiati con Luca Palamara in cui definiva "porco" l'ex procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo che aveva abusato sessualmente di lei

La Cassazione ha annullato con rinvio la censura inflitta al sostituto procuratore Alessia Sinatra dalla Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura a febbraio dell'anno scorso, in relazione ad uno scambio di messaggi avvenuto nel 2019 in cui il pm da anni in servizio a Palermo definiva più volte "porco" l'ex procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo, in quel momento candidato alla guida degli uffici giudiziari di Roma e che in precedenza l'aveva molestata sessualmente, tanto da essere poi condannato a sua volta alla perdita di due mesi di anzianità nel 2021.

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Il procedimento con cui il Csm aveva riscontrato "un comportamento gravemente scorretto" da parte di Sinatra (che a partire dal 2015, si è anche occupata con la Dda di indagini antimafia su Agrigento e provincia) che dialogava con l'ex magistrato Luca Palamara e avrebbe cercato di ostacolare Creazzo per una sorta di vendetta, secondo la Suprema Corte, va rifatto. Perché, questo dice la Cassazione, se la condotta della pm palermitana, difesa dall'avvocato Mario Serio, è stata "sicuramente inopportuna" e "connotata da modalità di comunicazione non consone al ruolo rivestito ed esorbitanti nei contenuti", la Sezione disciplinare "non ha però verificato in concreto e a posteriori se e in che modo la stessa abbia effettivamente leso il bene specificamente tutelato dalla singola norma di tipizzazione dell'illecito e, in caso negativo, il bene tutelato dall'articolo 3 bis, cioè l'immagine del magistrato e della magistratura".

Per la Suprema Corte, nella nuova valutazione che dovrà fare il Csm, "non si può tralasciare di prendere in considerazione l'influenza che sul comportamento tenuto (da Sinatra, ndr) può avere avuto la grave e protratta sofferenza che accompagna chi sia stato vittima di molestie sessuali, nello specifico provenienti da un collega più anziano e nell'ambito di un contesto lavorativo". La Sezione disciplinare invece, secondo i giudici, si è concentrata soprattutto sul fatto che la pm - che si è occupata per molto tempo proprio di abusi sessuali - non avesse denunciato la violenza subita da Creazzo, dimostrando così "evidente e profonda sfiducia nell'istituzione giudiziaria". 

Ma - si legge ancora nel provvedimento della Cassazione, "con una valutazione ex ante, e non ex post come si sarebbe dovuto, la Sezione disciplinare ha ritenuto non solo grave l'offesa recata al bene giuridico del corretto svolgimento delle procedure di selezione comparativa degli aspiranti alla nomina ad incarichi direttivi ma anche verificatasi la lesione dell'immagine del magistrato e dell'ordine giudiziario", ma si "deve tenere conto della consistenza della lesione arrecata al bene giuridico specifico e, qualora pervenga a un giudizio di scarsa offensività, verificare poi se quel fatto abbia concretamente determinato un'effettiva lesione dell'immagine pubblica del magistrato".

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