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Sabato, 20 Aprile 2024
Tribunale

Il crollo del Viale della Vittoria che tagliò in due la città: slitta ancora l'inizio del processo

Falsa partenza per un impedimento dell'imprenditore Vincenzo Sinatra, sotto accusa insieme ai responsabili dell'impresa che eseguì i lavori e al progettista

Slitta, per la seconda volta, l'inizio del processo per il crollo di piazza Cavour, dove la caduta di un cornicione ha fatto precipitare, il 18 settembre del 2019, il ponteggio che era stato allestito sulla palazzina liberty del Viale della Vittoria.

Dopo il rinvio a giudizio, deciso dal gup Giuseppe Miceli, ci sono stati due passaggi in aula, davanti al giudice Manfredi Coffari, ma il dibattimento sarà aperto probabilmente l'11 settembre perchè un imputato - l'imprenditore Vincenzo Sinatra - ha chiesto un rinvio per motivi di salute. 

A provocare il disastro che tagliò in due la città sarebbero stati dei lavori abusivi, eseguiti fra il 2007 e il 2008 probabilmente per rendere abitabili due sottotetti, e un taglio dello stesso cornicione eseguito, oltre dieci anni più tardi, senza che vi fossero le condizioni di sicurezza. Gli imputati, dopo che è stata esclusa la responsabilità di 26 persone (condomini e amministratore) sono: Giuseppe Nicotra, 42 anni, di Favara, titolare della ditta esecutrice dei lavori di ripristino dei prospetti; lo stesso Sinatra, 86 anni, proprietario dell'immobile e ritenuto committente dei lavori abusivi; Tito Cece, 75 anni, progettista e direttore tecnico degli stessi lavori e Cosimo Nicotra, 45 anni, direttore tecnico della ditta che ha eseguito i lavori di ripristino del prospetto.

Gli imputati (difesi, fra gli altri, dagli avvocati Daniela Posante, Antonino Gaziano e Vincenza Gaziano) non hanno scelto riti alternativi come, invece, ha fatto l'ingegnere Giuseppe Bellia, direttore dei lavori per conto del condominio che ha preferito il giudizio abbreviato.

Alcuni proprietari di appartamenti evacuati e danneggiati in seguito al crollo si sono costituiti parte civile con l'assistenza degli avvocati Davide Casà e Valentina Taibi. Lo stesso ha fatto, in un secondo momento, un'altra condomina che si è rivolta all'avvocato Angelo Farruggia.

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