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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

"I rischi del crollo di Palazzo Lo Jacono furono sottovalutati", inizia la requisitoria del pm

Il magistrato Alessandra Russo illustrerà le sue richieste il 18 febbraio, per i tecnici e i funzionari si profila una richiesta di condanna

“I vigili del fuoco segnalano un pericolo di crolli e il primo sopralluogo disposto dal Comune avviene sei mesi dopo, questi tempi non possono essere in alcun modo giustificabili”. Il pubblico ministero Alessandra Russo ha iniziato la requisitoria e anticipa subito che chiederà la condanna per gran parte degli imputati del processo per il crollo del palazzo Lo Jacono, caduto al suolo il 25 aprile del 2011.

In dieci, fra funzionari, tecnici e responsabili dell’impresa che eseguì i lavori, sono imputati davanti ai giudici della prima sezione penale presieduta da Giuseppe Melisenda Giambertoni. Nella lista ci sono il dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Agrigento, Giuseppe Principato; Calogero Tulumello, funzionario di Palazzo dei Giganti; Attilio Sciara, capo della Protezione civile comunale; nonchè Gaspare Triassi, Marcello Cappellino e Andrea Patti, componenti del collegio di progettazione e di direzione dei lavori urgenti per la messa in sicurezza dell’edificio del centro storico. Nell’elenco anche Giuseppe, Calogero e Carmelo Analfino di Agrigento, responsabili della ditta “Edil.Co.A” che ha eseguito i lavori di messa in sicurezza duramente criticati dai consulenti della Procura secondo cui “dentro il palazzo – hanno detto in aula – non ci doveva entrare neppure un gatto e i lavori di messa in sicurezza hanno fatto più danno che bene”. Il pm, comunque, ha anticipato che, su questo segmento del processo, sarà chiesta anche un’assoluzione ma i contenuti esatti saranno noti a conclusione della prossima udienza, fissata per il 18 febbraio. 

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