"I rischi del crollo di Palazzo Lo Jacono furono sottovalutati", inizia la requisitoria del pm

Il magistrato Alessandra Russo illustrerà le sue richieste il 18 febbraio, per i tecnici e i funzionari si profila una richiesta di condanna

“I vigili del fuoco segnalano un pericolo di crolli e il primo sopralluogo disposto dal Comune avviene sei mesi dopo, questi tempi non possono essere in alcun modo giustificabili”. Il pubblico ministero Alessandra Russo ha iniziato la requisitoria e anticipa subito che chiederà la condanna per gran parte degli imputati del processo per il crollo del palazzo Lo Jacono, caduto al suolo il 25 aprile del 2011.

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In dieci, fra funzionari, tecnici e responsabili dell’impresa che eseguì i lavori, sono imputati davanti ai giudici della prima sezione penale presieduta da Giuseppe Melisenda Giambertoni. Nella lista ci sono il dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Agrigento, Giuseppe Principato; Calogero Tulumello, funzionario di Palazzo dei Giganti; Attilio Sciara, capo della Protezione civile comunale; nonchè Gaspare Triassi, Marcello Cappellino e Andrea Patti, componenti del collegio di progettazione e di direzione dei lavori urgenti per la messa in sicurezza dell’edificio del centro storico. Nell’elenco anche Giuseppe, Calogero e Carmelo Analfino di Agrigento, responsabili della ditta “Edil.Co.A” che ha eseguito i lavori di messa in sicurezza duramente criticati dai consulenti della Procura secondo cui “dentro il palazzo – hanno detto in aula – non ci doveva entrare neppure un gatto e i lavori di messa in sicurezza hanno fatto più danno che bene”. Il pm, comunque, ha anticipato che, su questo segmento del processo, sarà chiesta anche un’assoluzione ma i contenuti esatti saranno noti a conclusione della prossima udienza, fissata per il 18 febbraio. 

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