Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Il crollo del Palazzo Lo Jacono, falsa partenza al processo di appello

In primo grado sono state decise 5 condanne e 4 assoluzioni: l'udienza slitta al 19 ottobre

Le macerie del palazzo Lo Jacono Maraventano

Falsa partenza al processo, in Corte di appello, per il crollo di due secentesche strutture nobiliari del centro storico, cadute al suolo fra il 14 marzo e il 25 aprile del 2011, ovvero i palazzi Schifano e Lo Jacono Maraventano. Quest'ultimo, il secondo a crollare in ordine di tempo, ha ceduto appena 72 ore dopo la processione del venerdi' santo, quando c'erano migliaia di persone assiepate ad attendere il passaggio del simulacro.

Il crollo, invece, è avvenuto all'alba del lunedì di Pasqua quando la strada era deserta e non c'erano passanti. Il processo di appello è stato rinviato al 19 ottobre, su richiesta dell'avvocato Giuseppe Scozzari, difensore di uno degli imputati. 

Le 5 condanne, inflitte in primo grado dal tribunale di Agrigento il 5 luglio del 2019, sono state decise solo per il crollo del palazzo Lo Jacono. Altri 4 imputati sono stati assolti. La pena più alta, un anno e due mesi di reclusione, è stata inflitta all'ingegnere Gaspare Triassi, funzionario del Comune di Agrigento e direttore dei lavori di messa in sicurezza del Palazzo Lo Jacono.

Un anno di reclusione per Giuseppe e Carmelo Analfino, responsabili della ditta "Edil.Co.A", l'impresa che esegui' i lavori, secondo il consulente della Procura, "non inutili ma dannosi"; il geometra Andrea Patti, componente del collegio di progettazione e direzione dei lavori urgenti per la messa in sicurezza e l'architetto Calogero Tulumello, responsabile unico del procedimento di messa in sicurezza.

Fra gli assolti il dirigente dell'Ufficio tecnico Giuseppe Principato, imputato in appello insieme a Triassi, Patti e Tulumello. 

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