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Cronaca

Il crollo del costone su "Palazzo Crea" con 60 famiglie evacuate, "sfollati" parte civile contro Zambuto

E' iniziata l'udienza preliminare per la frana del viale della Vittoria che provocò lo sgombero di palazzi interi e attività

Alcuni degli oltre sessanta “sfollati”, il condominio Crea, il gioielliere D’Angelo e il farmacista Paolo Minacori, erano pronti a costituirsi parte civile. L’udienza preliminare a carico dell’ex sindaco Marco Zambuto, del dirigente dell’ufficio tecnico comunale, Giuseppe Principato, e dei tre proprietari dei terreni le cui condizioni fatiscenti avrebbero provocato il crollo del costone del viale della Vittoria, è stata però rinviata per una mancata notifica.

Il gup Alfonso Malato ha aggiornato il processo al 12 maggio. L’accusa a carico dei cinque imputati è di disastro colposo. Zambuto e Principato, secondo il pm Andrea Maggioni che ne ha chiesto il rinvio a giudizio, sapevano “già due anni prima del crollo della grave situazione di pericolo”, tanto che avevano messo per iscritto anche un’ordinanza di messa in sicurezza ma senza preoccuparsi che venisse rispettata.

Gli altri tre imputati sono: Maria Isabella Sollano, 75 anni, e i figli Valentina e Oreste Carmina, 49 e 46 anni, proprietari di alcuni terreni prospicienti al costone, a cui viene contestato in particolare di non avere adempiuto ad un’ordinanza, emessa il 5 aprile del 2011 dallo stesso Zambuto, che imponeva loro di eseguire delle opere di manutenzione consistenti nella “regimazione delle acque” che dovevano servire a eliminare il pericolo. Il provvedimento, però, non fu mai fatto rispettare. 

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