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Il palazzo Liberty del Viale della Vittoria

Il palazzo Liberty del Viale della Vittoria

Il crollo del Viale della vittoria con decine di famiglie evacuate, chieste 26 archiviazioni

La maggior parte dei condomini, iscritta nel registro degli indagati come atto dovuto, potrebbe uscire dall'inchiesta: le indagini proseguono per 5 persone indicate dal consulente della Procura come possibili responsabili

La Procura di Agrigento, con a capo Luigi Patronaggio, ha chiesto l'archiviazione per 26 dei 31 indagati nell’ambito dell’inchiesta sui due crolli, avvenuti il 18 e il 30 settembre 2019, del cornicione del palazzo Liberty del Viale della vittoria.

Conclusa, dunque, a distanza di alcuni giorni dall'appello dei condomini che chiedevano di potere ripristinare il tetto e rientrare, la prima attività di indagine che adesso continua e porterà alla richiesta di rinvio a giudizio di cinque indagati indicati dal consulente della Procura - l'ingegnere Luigi Palizzolo - come responsabili del cedimento. 

"I lavori di costruzione dei solai di calpestio del piano quarto sottotetto risalenti agli anni 2007/2008 - aveva scritto nella consulenza - sono stati realizzati abusivamente e senza valutare in alcun modo il disturbo arrecato al sistema di coronamento dell’edificio a causa del taglio della muratura per l’inserimento dei dormienti in acciaio e per l’appoggio stesso dei solai, pertanto il proprietario e committente dei lavori, Vincenzo Sinatra, l’impresa esecutrice, che non è stato possibile individuare, ed il tecnico, architetto Tito Cece, che successivamente ha predisposto gli elaborati grafici e di calcolo di tali solai hanno agito con negligenza, imprudenza ed imperizia, innescando una situazione di instabilità del sistema di coronamento dell’edificio".

Sono due le principali cause del disastro ipotizzate. Innanzitutto l'abuso edilizio realizzato - secondo quanto ipotizza il consulente - dall'avvocato-imprenditore Vincenzo Sinatra che, in sostanza, sarebbe stato finalizzato a rendere abitabile il sottotetto del palazzo liberty che, altrimenti, sarebbe stato un vano vuoto. Palizzolo, esaminata l'intera documentazione amministrativa, oltre ad avere coordinato i successivi rilievi tecnici, ritiene che il palazzo abbia perso stabilità.

Dodici anni dopo, una leggerezza avrebbe provocato il crollo: il cornicione viene tagliato senza verificare - è l'ipotesi dell'accusa - se il palazzo poteva reggere senza problemi. Per questi lavori, che precedono di poche ore il disastro, il consulente punta l'indice sul direttore dei lavori e sull'impresa. 

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