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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca

Carcere Petrusa, l'allarme della Uilpa: "Infiltrazioni d'acqua e carenze igieniche"

Il sindacato della polizia penitenziaria, rende noto che è stato richiesto “l’intervento urgente da parte degli uffici superiori regionali e nazionali per avviare i lavori utili al ripristino delle guaine di copertura dei tetti

Un grido d’allarme sulle condizioni strutturali e organizzative del carcere Petrusa di Agrigento. Lo lancia il coordinamento provinciale della Uilpa, che denuncia “gravi criticità” nell’istituto penitenziario.

Il sindacato della polizia penitenziaria, rende noto che è stato richiesto “l’intervento urgente da parte degli uffici superiori regionali e nazionali dell’amministrazione penitenziaria al fine dell’affidamento dei lavori utili al ripristino delle guaine di copertura dei tetti per scongiurare, con l’arrivo della stagione invernale, ulteriori e gravi infiltrazioni di acqua, nonché il recupero delle condizioni igienico-sanitarie dei vari posti di servizio della polizia penitenziaria”.

Inoltre, per ciò che riguarda l’ambito amministrativo, il sindacato ha richiesto al nuovo direttore Aldo Tiralongo, “una rivisitazione della troppo compromessa organizzazione del lavoro e quindi eventuali confronti con la parte pubblica ed il rispetto delle norme contrattuali per il personale di polizia penitenziaria, che giornalmente anticipa la diaria del servizio di missione ricevendola dopo l’attesa di mesi, nonché l’adeguamento alle nuove normative”.

Il segretario generale della Uilpa - polizia penitenziaria Sicilia, Gioacchino Veneziano, ha scritto una nota al provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria regionale, per denunciare i "gravi problemi" che coinvogono la polizia. "Si avvicina l’inverno - scrive Veneziano - e con esso la stagione delle piogge e, nonostante le denunce documentate dal nostro segretario generale anche attraverso un servizio fotografico dalla Uil, nulla è stato fatto per evitare che continuino ad allagarsi gli uffici e i posti di servizio del personale che, di conseguenza, è costretto a lavorare in situazioni difficili in ambienti insalubri. Ambienti dove tra l’altro non sono fruibili nemmeno i servizi igienici".

"Ci è stato riferito dal nostro responsabile territoriale che il neo direttore (non ancora in pianta stabile) non ha potuto che prendere atto di un istituto abbandonato a se stesso - prosegue il sindacalista in una nota - anche a causa, appunto, della frequente rotazione dei dirigenti che si sono susseguiti negli ultimi anni, ed esprimere l’intenzione di adottare tutti i provvedimenti utili ad avviare l’iter burocratico necessario per effettuare gli interventi strutturali necessari, ma questo evidentemente non basta rispetto alla necessità che si proceda con urgenza. L’occasione è stata propizia anche per comprendere che non solo le carenze strutturali necessitano di interventi ma anche e, soprattutto, l’organizzazione del lavoro. Un'organizzazione arcaica che necessità di essere aggiornata e attualizzata rispetto alle risorse umane disponibili e all’evoluzione del quadro normativo e regolamentare che investe sia i servizi operativi che quelli di supporto e amministrativo".

"Un’ampia riflessione va anche realizzata - si legge ancora nella nota del sindacato - per il servizio traduzioni e piantonamenti, settore in cui il personale opera tra mille difficoltà quotidiane senza per questo vedersi riconosciuti i diritti contrattuali, che vengono effettuate anticipando di tasca propria le spese, rimborsi delle spese anticipate personalmente che avvengono dopo mesi e mesi (la legge prevede che l’amministrazione anticipi determinate spese e che il saldo avvenga entro 30 giorni dal termine del servizio), servizi che sono svolti su mezzi di trasporto vecchi e inadeguati". 

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