Cronaca

Crisi: suicidi, “quando ad uccidere è lo Stato”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Il laboratorio di ricerca socio-economica dell'Università degli Studi Link Campus University di Roma ,ha pubblicato una drammatica "lista" di suicidi.Nel 2013 sono stati 149 tra imprenditori e lavoratori dipendenti. Raddoppiati rispetto al 2012,un suicidio ogni 2 giorni. Sale così a 238 il triste elenco dei suicidi "per motivi economici". Il numero più elevato di suicidi si registra ancora una volta tra gli imprenditori. Il 45,4% da inizio anno. La causa ? Indebitamento, fallimento dell'azienda, debiti verso l'erario ma anche il netto NO di finanziamenti da parte delle banche, hanno condotto ad una situazione di disperazione. Anche tra i disoccupati i suicidi sono significativamente aumentati passando dai 29 dello scorso anno ai 46 del 2013. Tutti,come se fosse un copia incolla,hanno lasciato poche righe scritte con freddo distacco:"non ce la faccio più".

L'ultimo è di pochi giorni fa. Eduardo De Falco, 43 anni, tre figli,un piccolo commerciante che tra mille sacrifici aveva tramutato una pizzeria al taglio aperta tanti anni fa in un piccolo panificio per provare a resistere alle difficoltà. Eduardo si è ucciso per una sanzione di 2.000 euro inflittagli dai funzionari dell'Ispettorato del Lavoro che avevano sorpreso la moglie Lucia a lavorare in nero nell'esercizio di famiglia insieme a un'altra commessa anche lei in nero. Certo, lo sappiamo, c'è una violazione della legge. Certo, lo sappiamo, la legge è uguale per tutti, o dovrebbe esserlo.Certo lo sappiamo,il lavoro in nero. Mi chiedo se: "tenendo conto della grande azienda",sarebbe bastata una "multa ragionevole",con l'impegno di sistemare tutto,magari concordando una rateizzazione. Bastava vedere i conti della piccola pizzeria per capire che arrancava. Un piccolo, un debole, dovrebbe essere aiutato,invece no: doveva pagare entro due giorni, altrimenti rischiava la chiusura dell'esercizio commerciale, l'unica fonte di sostentamento della sua famiglia, e la sua dignità. Non ce l'ha fatta,non poteva pagare e ha deciso di farla finita.

Sono sempre i piccoli a pagare con la disperazione,mentre i GRANDI poteri,i GRANDI evasori non pagano,concordano.Loro sono importanti,hanno un nome. Questa storia rispecchia la nostra politica nazionale, quella vera quella vista attraverso le strade,non quella raccontatata in Tv. Oggi,a Casalbuono 'e Napule le serrande sono abbassate, in memoria di un uomo perbene che ha deciso di arrendersi, vittima di una macchina senz'anima,lo Stato.

Diceva Arthur Schopenhauer,filosofo e aforista tedesco: "anche l'uomo più sano e più sereno può risolversi per il suicidio, quando l'enormità dei dolori e della sventura che si avanza inevitabile sopraffà il terrore della morte".

Aldo Mucci

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