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Tracciato un nuovo percorso

Crisi idrica: sit-in di cittadini esasperati davanti al Municipio, requisito un pozzo a Cammarata

Il percorso, indirizzato a fronteggiare l'emergenza siccità, è stato concordato con il prefetto di Agrigento Filippo Romano

Requisito, temporaneamente, il pozzo di contrada Borgo Callea a Cammarata. A firmare l'ordinanza - che servirà per cercare di tamponare la sempre più importante crisi idrica che investe l'Agrigentino e non soltanto - è stato il sindaco Giuseppe Mangiapane. Il primo cittadino ha siglato il provvedimento contigibile e urgente facendo leva sulla delibera della giunta regionale dello scorso 11 marzo, ossia sulla dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza regionale per le province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina, Palermo e Trapani.

Il percorso, indirizzato a fronteggiare la siccità, è stato concordato con il prefetto di Agrigento Filippo Romano. Di fatto, si apre una nuova era: quando i sindaci potranno (saranno nelle condizioni di poterlo fare) faranno le requisizioni dei pozzi per avere acqua pubblica. Quando invece ci saranno situazioni più complicate, le farà - non potrà che farle - il prefetto Romano basandosi sull'articolo 2 del Tulps. In questo caso dovranno esserci ragioni di pubblica sicurezza. E già ci siamo perché ieri c'è stata una prima, vera, protesta pubblica ad Agrigento. 

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Circa 70 gli agrigentini che, ieri sera, si sono prima incontrati in piazza Bibirria dove hanno discusso della carenza idrica. Una quarantina - stando alla questura di Agrigento - le persone che si sono poi spostate in piazza Pirandello, davanti al Comune, per proseguire la protesta, reclamando un incontro-confronto con il sindaco. Non ci sono state criticità: la protesta è stata del tutto pacifica. 

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