Sabato, 20 Luglio 2024
Assente il sindaco / Canicattì

Consiglio straordinario sulla siccità, scoppia la protesta degli autobottisti e dei cittadini senz'acqua

Stilato un documento che verrà inviato, nelle prossime ore, alle autorità per chiedere una moratoria sui controlli. Il prefetto chiama il deputato Angelo Cambiano che, a gran voce, riferisce il messaggio della massima autorità governativa: "Le forze dell'ordine hanno fatto solo moral suasion, nessuna sanzione"

Inferno, neanche tanto all'improvviso, ieri sera, a Canicattì. S'è tenuto un consiglio comunale straordinario aperto al pubblico per discutere dell’emergenza idrica. Circa 500 le persone presenti, fra Municipio e la strada immediatamente antistante all'ingresso del palazzo di città. Assente, grande assente, il sindaco Vincenzo Corbo. 

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I rappresentanti degli autobottisti hanno chiesto, e a gran voce, di essere esentati dai controlli. I cittadini si sono opposti invece ai pagamenti nei confronti dell'Aica. La gente, in grave difficoltà economica e fortemente provata da settimane di siccità, ha iniziato a dare in escandescenze. A rischio la tenuta dell'ordine pubblico, tant'è che sono accorse le pattuglie dei carabinieri e della polizia di Stato ed è stata informata la prefettura di Agrigento. Le forze dell'ordine hanno monitorato al lungo la protesta. Canicattinesi agitati, e su più "fronti" appunto. Non si sono registrate però particolari criticità. 

Il consiglio comunale ha stilato un documento che verrà inviato, nelle prossime ore, alle autorità per chiedere una moratoria sui controlli agli autobottisti. È intervento il deputato Angelo Cambiano (M5S) che, cercando anche di riportare la calma, si è impegnato a contattare le autorità.

Un capannello di persone, nel frattempo, ha impedito agli autobottisti censiti di distribuire l'acqua. Ad agire, stando a quanto è emerso, sono stati cittadini che non hanno alcun contratto con l'Aica. A Canicattì, contrariamente a quanto è accaduto a Sciacca, non sono ancora nemmeno iniziati i controlli. Le forze dell'ordine, così come disposto dal prefetto Filippo Romano, hanno fatto, e continueranno a fare, moral suasion: nessuno degli autobottisti è stato, di fatto, danneggiato. A tutti viene dato il tempo di mettersi in regola. Soltanto poco prima delle ore 22, le autobotti censite di Canicattì hanno potuto riprendere il servizio e i canicattinesi su tutte le furie hanno iniziato a tornare a casa. La tensione, di fatto, è diminuita. A indispettire i cittadini è stata, soprattutto, l'assenza del sindaco Corbo al consiglio comunale straordinario convocato proprio per affrontare, e discutere, delle difficoltà di approvvigionamento idrico.

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Il prefetto Filippo Romano, che è fuori sede da giorni, avvisato del rischio tenuta dell'ordine pubblico, ha subito chiamato il deputato regionale Angelo Cambiano chiedendo di riferire un suo messaggio ai cittadini di Canicattì: "In questo momento non stiamo facendo nessuna multa, stiamo facendo moral suasion con le pattuglie invece. Per come ho già disposto si cerca di dare il tempo a tutti mettersi in regola, cercando di sistemare anche il settore per il futuro" - ha fatto riferire la massima autorità governativa al deputato Cambiano - .  A Sciacca, la scorsa settimana, è vero che è stato multato, e il mezzo fermato, un autobottista. Ma in quel caso stava prelevando acqua da un torrente, non da pozzi privati dove il prelievo continua ad avvenire". 

La verità è che la siccità delle ultime settimane, che è purtroppo in crescendo, ha fatto emergere quello che gli agrigentini hanno sempre saputo: il mercato illegale degli autobottisti. Gente che non aveva, e ancora non ha, il permesso dell'Asp e che molto spesso sono abilitati soltanto per il trasporto della preziosa risorse idrica soltanto per conto proprio e non per conto terzi. "Essere censiti significa mettersi in regola - ha spiegato il prefetto di Agrigento - . E i cittadini sapranno che l'acqua che ricevono è salubre. Se ci sono difficoltà a essere censiti, daremo, continueremo a dare, tempo affinché le pratiche vengano regolarizzate. Li aiuteremo, così come stiamo già facendo, in tutti i modi. Il prefetto di Agrigento non esclude che, al suo rientro in sede, possa anche andare a battere i pugni sulle scrivanie di Asp e Motorizzazione, per velocizzare appunto le pratiche. Esattamente per come è stato con gli autolavaggi. A sensibilizzare, alzando la voce con i funzionari responsabili, l'Asp e il Libero consorzio affinché accelerassero l'iter per la regolarizzazione degli impianti di autolavaggio, che non erano in regola e peggio ancora creavano inquinamento, è stato infatti proprio il prefetto. E si è mobilitato perché gli uffici competenti facevano attendere anche più di un mese prima di avviare l'iter autorizzativo dopo che i titolari si sono messi in regola.

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