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Sabato, 22 Giugno 2024
Prefettura

Comitato ordine e sicurezza pubblica sulla siccità: fonti alternative e manichette per il centro storico, ma anche "guerra" agli sprechi

Per "Girgenti" serve assicurare almeno 40 metri cubi al secondo, sui 100 che invece dovrebbe avere di regola. Fra le tante soluzioni tampone, trovato l'accordo per l'approvvigionamento del carcere, mentre il servizio dighe firmerà una convenzione con l'Enel che escluderà l'utilizzo della diga per l'energia elettrica per tutto il periodo dell'emergenza

Alle forze di polizia è stato raccomandato di vigilare sugli sprechi. Perché - e c'è certezza su questo "fronte" - ci sono ancora delle porzioni di provincia dove l'acqua potabile viene utilizzata con nonchalance per irrigare i giardini privati. Per Agrigento è stata tracciata la strada da percorrere non per reperire risorse idriche, perché quelle sono, ma per riuscire a garantire - soprattutto in centro storico - una turnazione adeguata. Su Favara si è arrivati a un accordo in merito al rifornimento del carcere "Pasquale Di Lorenzo", mentre per la zona di Bivona e Ribera è stata ottenuta la rassicurazione sull'imminente firma della convenzione fra servizio dighe ed Enel. È durato a lungo, ed è stato a tratti snervante, il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal prefetto Filippo Romano, sull'emergenza idrica che sta vivendo l'Agrigentino. E quelle che sono soluzioni "tampone" sono state individuate.

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Trovati pozzi accessibili solo con autobotti per il centro storico di Agrigento

Che per il centro storico della città dei Templi l'emergenza fosse ancora più complicata da gestire s'era capito. È sotto gli occhi di residenti e imprenditori. Non si riesce a garantire una turnazione dignitosa specie in quegli "angoli" dove, per ragioni di spazio, non è facile, anzi non è possibile, collocare serbatoi aggiuntivi e dove non è possibile arrivare neanche con le autobotti. Il Comune tuttavia - tanto è emerso alla fine del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica - si sta attrezzando. Nei prossimi giorni, anche perché le temperature si sono ormai alzate, verranno ceduti volontariamente dei pozzi privati che dovrebbero incrementare l'erogazione. Pozzi tuttavia accessibili solo tramite autobotte. Si tratta di fonti che non sono vicine alla rete idrica o di fonti che hanno la possibilità di essere utilizzati per scopi non potabili, quindi sì igienico-sanitari, ma non potabili. E in questi casi non si può immettere il prezioso liquido nella rete idrica urbana. Queste fonti vanno tenute separate da quelle dove l'acqua è potabile. Bisogna dunque prendere l'acqua con le autobotti e portarla nel centro storico dove, in alcuni viuzze, è, appunto, difficile riuscire a farle entrare.

Il sindaco, Franco Micciché, ha assicurato, in sede di comitato appunto, che il Comune ha già ordinato una manichetta di 70 metri per fare in modo che si riesca ad arrivare e a coprire anche i vicoli dove le autobotti non riescono ad avvicinarsi. Vicoli dove ci sono anche dei B&B, pieni di fascino, creati in maniera egregia, ma posizionati appunto in cortili poco raggiungibili. 

I turni di approvvigionamento, sempre più lunghi, cambiano anche in continuazione. Serve garantire un turno adeguato affinché la gente riempia i serbatoi. Servono almeno 40 metri cubi al secondo, sui 100 che invece dovrebbe avere di regola. Gli altri metri cubi vengono, al momento, presi dal carcere e dalla zona industriale. 

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C'è l'accordo per l'approvvigionamento del carcere

È stata realizzata una manichetta di ingresso per rifornire il carcere "Pasquale Di Lorenzo" di contrada Petrusa, al confine fra Agrigento e Favara, per cui era presente il sindaco Antonio Palumbo. I serbatoi del carcere verranno riforniti in parte con l'acquedotto e in parte con le autobotti. Durante il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica è emerso che ci sono, nella zona, delle case che sono direttamente collegate con la rete idrica e che non hanno neanche i serbatoi. 

Da una parte c'è poca acqua, dall'altra ci sono contrade che non solo ce l'hanno H24, ma la sciupano con irrigazioni di vario tipo. Ed è questa una situazione che dovrà essere regolarizzata perché quella poca acqua che c'è va distribuita in maniera uniforme e paritetica.

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Il prefetto richiama i sindaci

Durante la seduta del comitato, il prefetto Filippo Romano è stato chiaro: i sindaci devono interloquire con la Regione perché è chiaro che devono sciogliere i nodi politici con la Regione e non l'autorità governativa che non può che farsi semplicemente da intermediario. La prefettura ha, naturalmente, garantito l'impegno costante e sistematico per tutte quelle situazioni che hanno risvolti di ordine pubblico. Come è accaduto nei giorni scorsi alla diga Castello. 

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L'appello alle forze dell'ordine

E a proposito di ordine pubblico, il prefetto ha raccomandato alle forze di polizia di vigilare sugli sprechi d'acqua. Perché ci sono, appunto, delle zone dove la preziosa risorsa idrica continua ad essere utilizzata con nonchalance. Il sindaco di Agrigento - è stato deciso - adotterà un'ordinanza per disciplinare, in maniera serrata, l'utilizzo non umano dell'acqua. In periodi di crisi non si può pensare di innaffiare le campagne con l'acqua potabile, bisogna semmai usare le fonti alternative che non danno acqua potabile, ma forniscono comunque il liquido necessario a irrigare.

Il danno provocato, negli scorsi giorni, all'impianto di sollevamento idrico dei pozzi San Giovanni della struttura Aica di Sambuca-Lago Arancio, ossia il furto di cavi di rame che ne ha determinato lo spegnimento, è stato riparato. I carabinieri stanno continuando ad occuparsi delle indagini per individuare i "cacciatori" di "oro rosso", ma quella è un'altra storia. 

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No utilizzo della diga per l'energia elettrica  

Dal servizio dighe, durante il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, è stata ottenuta una rassicurazione: nei prossimi giorni verrà firmata una convenzione con l'Enel che escluderà completamente l'utilizzo della diga per l'energia elettrica per tutto il periodo dell'emergenza. Una soluzione che servirà per tamponare la siccità di Ribera e Cianciana, ed erano presenti i sindaci Matteo Ruvolo e Milko Cinà. Il prefetto Filippo Romano, anche in questo caso, è stato più che chiaro: nell'eventualità in cui non si arrivasse speditamente alla stipula della convenzione, non potrà far altro - sarà anzi costretto - che intervenire con poteri autoritativi. Poteri che la massima autorità governativa della provincia si è, esplicitamente, augurato di non dover utilizzare. 

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