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Martedì, 18 Giugno 2024
Riunione in prefettura

Le soluzioni per non morire di sete: ricostruire il dissalatore ed ecco tutte le nuove fonti idriche da cui attingere

La riduzione idrica, negli ultimi mesi, è stata del 35% circa. Per tamponarla, immediatamente, e si è già iniziato da Sciacca, Aica si sta appoggiando, facendoli anche regolarizzare, sugli autobottisti che si approvvigionano in quei punti che non sono collegati, né collegabili, con la rete idrica

La riduzione idrica, negli ultimi mesi, è stata del 35% circa. Per tamponarla, immediatamente, e si è già iniziato da Sciacca, Aica si sta appoggiando, facendoli anche regolarizzare, sugli autobottisti. Si registrano appunto e c'è un doppio effetto: da un lato l'autobottista si regolarizza, dall'altro il cittadino è certo che l'acqua viene portata da Aica è buona, controllata. All'incontro di stamani erano presenti anche i sindaci di Agrigento, Favara e Licata. "Le reti idriche ci sono e restano - ha spiegato il prefetto -, ma quella parte ridotta noi, in qualche modo, la dobbiamo portare. Da dove la prendiamo? Da risorse aggiuntive e quell'acqua non si può mettere nella rete". 

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Ricostruire il dissalatore 

Le autobotti da un lato, per attingere a quelle fonti alternative che non sono collegate, né collegabili, alla rete idrica principale. E poi la ricostruzione del dissalatore di Porto Empedocle, grazie ai fondi di coesione del governo nazionale. "Ci sono, per fortuna, ancora, tutte le condutture, ma il cuore è stato asportato - ha spiegato, durante la conferenza stampa, il prefetto di Agrigento, Filippo Romano, - . Il dissalatore di oggi non è quello di ieri. Ci sono due modi per ottenere acqua dissalata. Uno è quello dell'ebollizione, serpentina, raffreddamento e viene fuori l'acqua distillata alla quale bisogna aggiungere i sali perché l'acqua distillata non è potabile. E quindi c'è un costo molto alto: energia, sali e pompaggio. Rimane solo il costo del pompaggio se si passa ai dissalatori di ultima generazione, do per scontato che saranno quelli, ma va chiesto alla Regione. So dalla Regione che l'idea è quella di utilizzare i dissalatori a membrana che lasciano già una parte dei sali presenti nel mare. E questo comporta un innalzamento dei costi, ma più ragionevole". Il prefetto ha fatto il paragone con gli impianti per i rifiuti che il cittadino non vuole che vengano realizzati e il costo della Tari: "Ci sono resistenze sia nella politica, sia nelle associazioni per gli impianti dei rifiuti. Sono scelte e noi dobbiamo responsabilizzarci di fronte alle scelte. Se vogliamo l'acqua anche quando c'è siccità, dobbiamo trovarla dove è possibile. E i dissalatori hanno i costi che hanno - ha sottolineato la massima autorità governativa - . Se ricomincia a piovere e ce lo auguriamo, l'acqua del dissalatore non si userà. Il dissalatore serve nei periodi di crisi. Si può anche immaginare, ma questo spetta alla politica e non al prefetto o ai tecnici qui presenti - ha chiarito Romano - di spalmare il costo negli anni. Ma i costi da qualche parte devono uscire".

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Le nuove fonti idriche da cui attingere 

Le nuove fonti a cui si intende andare ad attingere - indicate nel decreto emergenziale, a firma del capo del dipartimento Protezione civile, - sono raggiungibili solo con autobotti. Quel 35% di acqua che manca, Aica e comuni cercheranno di compensarla grazie a queste fonti e alla consegna a domicilio. Ecco di cosa, nel dettaglio, si sta parlando: nuova sorgente a Cammarata, ossia potenziamento del gruppo sorgenti Chirumbo Tricca 1 e 2 (serviranno 167.300 euro); realizzazione di un nuovo pozzo, attiguo a quello Grattavole di cui sarà gemello a Sciacca (costo 602.400 euro); revamping pozzi a Ribera, ossia riattivazione di due pozzi comunali in prossimità della condotta Favara di Burgio in contrada Castello (80 mila euro); stessa cosa a San Giovanni Gemini, ossia riattivazione di 3 pozzi comunali in contrada Edera-Santa Lucia; bypass e interconnessioni fra reti a San Giovanni Gemini. In questo caso l'intervento prevede la realizzazione di una condotta di collegamento che consenta interconnessione tra i due versanti dell'acquedotto rurale "Serracanale", alimentato da fonti proprie (pozzi) e Ficuzza alimentato da una fornitura d'acqua proveniente dall'invaso Fanaco e consegna da parte di Siciliacque al partitore Bosco nei pressi del centro abitato di Mussomeli, così da poter addurre al versante Ficuzza, che è quello maggiormente deficitario, acqua proveniente da fonti proprie così liberando risorsa dall'invaso Fanaco che può essere destinata all'idropotabile. Spesa prevista in questo caso di 150mila euro. Ed ancora revamping pozzo Grattavole 4 realizzazione di una condotta di collegamento al campo pozzi già in gestione Aica - spesa 400 mila euro - a Sciacca. 

Sono naturalmente previsti interventi di questo, identico, genere anche nelle province immediatamente limitrofe a quella Agrigentina. Nuovo pozzo accanto al Callini - 289,250 euro la spesa - a Caltabellotta; ma anche al pozzo "E" di Favara di Burgio per una spesa di 189.150 euro. Si tratta rispettivamente di nuove risorse da 30 e 50 l/s. Nel primo caso si tratta di recuperare un pozzo colpito da una frana nel 2023 e si tratta di un pozzo interconnesso con il sistema Favara di Burgi, quindi rappresenta una integrazione di risorsa a favore dell'Agrigentino. Nel secondo caso, grazie a studi idrogeologici, si è potuto valutare che la falda Favara di Burgio ha ancora una potenzialità di sfruttamento. L'intervento prevede la trivellazione di un nuovo pozzo da inserire nel sistema Fav da veicolare al nodo di Agigento e tramite altri interventi mandare la risorsa verso l'acquedotto Gela-Aragona. 

L'acqua non utilizzabile per usi umani servirà per quelli irrigui 

"Ove trovassimo delle sorgenti che hanno un limite di solfati superiori a quello imposto dalla legge, abbiamo studiato con le autorità sanitarie, la possibilità della diluizione. L'acqua non utilizzabile per uso umano, sarà usata per usi irrigui - ha spiegato il prefetto Filippo Romano - . L'Enel ci ha offerto verbalmente la possibilità di utilizzare l'acqua dal dissalatore di Porto Empedocle, l'unico dissalatore che abbiamo. È un'acqua che per legge non è potabile, ma in realtà lo è. Alle analisi risulta utilizzabile, non è distillata, ma è utilizzabile. Quell'acqua contiene sali e la faremo valutare, periodicamente, dall'Asp.

Nel breve-medio periodo supereremo le difficoltà, per quanto riguarda il tema agricolo, che riguarda zona Nord. Chiuderemo - ha spiegato il prefetto - il prelievo della turbina della stazione di pompaggio sulla diga Castello e trasferire tutta l'acqua alla diga Gammauta per l'agricoltura. Soluzioni simili per Bivona che per 40 anni ha potuto irrigare i campi di pesca gratis, oggi non è più possibile e bisogna venirsi incontro fra le esigenze degli agricoltori e il fatto che l'acqua va pagata". 

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