rotate-mobile
Incontro prefetto-sindaco

Crisi idrica: rifornire il carcere con le autobotti e recuperare acqua per Favara

Pianificata la sperimentazione: 5 viaggi la mattina e altrettanti il pomeriggio consentiranno ai serbatoi dell'istituto penitenziario di essere sempre pieni. La città dell'agnello pasquale avrà così 15 litri in più al secondo

La crisi idrica, che sta investendo l'Agrigentino, non ha ancora tinte nere. L'orizzonte non è però, per niente, limpido e le foschie sembrano anzi addensarsi sempre di più. Cercando di scongiurare emergenze, recuperando acqua laddove è possibile, il prefetto di Agrigento Filippo Romano ha incontrato il sindaco di Favara Antonio Palumbo. Il dado è tratto, nel senso che una decisione - per avviare quella che sarà una vera e propria sperimentazione - è stata presa. Ci sarà da capire quando - perché la soluzione concordata è condizionata all'uso di autobotti - si potrà dare il via e poi, dopo una settimana-dieci giorni al massimo, tirare la summa. Comprendere cioè se la sperimentazione ha funzionato e se è davvero servita. 

Rubinetti a secco e stop alla fornitura idrica, Aica: "Rischi per l'ordine pubblico"

Il carcere Pasquale Di Lorenzo, che si trova in territorio di Agrigento, ma viene alimentato dallo stesso acquedotto che fornisce Favara, non può - esattamente come l'ospedale - restare senza acqua. Nemmeno se la crisi idrica divenisse epocale. Si rischierebbe il caos e, naturalmente, riverberi in materia di ordine all'interno della struttura penitenziaria. L'idea - che si svilupperà in una sperimentazione appunto - è quella di creare un apposito attacco per fare in modo che le cisterne del "Pasquale Di Lorenzo" vengano rimpinguate dalle autobotti. L'acqua al carcere non verrà chiusa, questo è scontato. Ma se le cisterne dell'istituto penitenziario verranno riempite con le autobotti, i serbatoi non attingeranno più dall'acquedotto. E questo non potrà che far recuperare qualcosa come 15 litri d'acqua al secondo per il Comune di Favara. Che non è poco, specie in tempi d'emergenza idrica. 

Di fatto, procedendo con 10 autobotti giornaliere (5 viaggi la mattina e altrettanti nel pomeriggio), i serbatoi del carcere di contrada Petrusa saranno sempre pieni (a prescindere dalla portata e dall'erogazione idrica) e, appunto, verrà recuperata una risorsa idrica da stornare su Favara. 

Crisi idrica e siccità, dai dissalatori mobili ai nuovi pozzi: ecco le prime soluzioni che arrivano dalla Regione

"Non c'è più acqua, stanno arrivando navi cisterna e chiuderanno le attività": messaggio innesca l'allarme, il prefetto: "E' un fake"

Si tratta, come concordato e come detto, di un'iniziativa sperimentale. Per intanto, secondo quanto apprende AgrigentoNotizie, c'è da trovare le autobotti per dare il via al tentativo. Una il Comune di Favara ce l'ha e la sta già facendo sistemare. Un'altra dovrebbe arrivare a breve all'ente dalla Regione. Automezzi a disposizione si potrà procedere - per una settimana, dieci giorni, - alla sperimentazione. Perché qualcosa comunque bisogna iniziare a studiarla e a sperimentarla, ed è questo che sta facendo il prefetto di Agrigento assieme ai sindaci, per evitare di far sprofondare Agrigento e provincia nell'inferno siccità estiva. 

Crisi idrica e città capitale della Cultura, Musumeci a Miccichè: “Smettiamola con il muro del pianto, i problemi si risolvono affrontandoli”

AgrigentoNotizie è anche su Whatsapp. Seguici sul nostro canale.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Crisi idrica: rifornire il carcere con le autobotti e recuperare acqua per Favara

AgrigentoNotizie è in caricamento