Giovedì, 18 Luglio 2024
L'analisi / Cammarata

Crisi idrica in una terra di paradossi: Cammarata ha l'acqua tutti i giorni e San Giovanni Gemini ha lunghi turni d'attesa

Giuseppe Riccobene: "Per quanto la legge consenta la gestione autonoma delle risorse, il sistema dovrebbe essere posto a seri controlli, ma questo non avviene. L'acqua in esubero, che prevalentemente sgorga dalle sorgenti, molto spesso non viene captata e utilizzata e finisce nei fiumi"

Che l'Agrigentino sia terra di paradossi è risaputo. Anche idrici ad esempio. Accade infatti che Cammarata abbia l'acqua tutti i giorni, mentre il paese confinante, San Giovanni Gemini, è costretto ad attendere e a sopportare gravosi turni d'erogazione. Il primo gestisce autonomamente le proprie risorse idriche e non dà la propria acqua al vicino.

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Il paradosso è segnalato dall'ingegner Giuseppe Riccobene, che sulle questioni idriche ha lavorato a più riprese, anche con la gestione prefettizia dell'emergenza. Secondo quanto riporta Ansa.it, l'ingegnere distingue tra il sistema idropotabile (gli usi domestici dell'acqua) e quello dell'agricoltura e della zootecnia, problema di ben più difficile soluzione.

Riccobene è convinto che l'acqua nei rubinetti delle case potrebbe arrivare con regolarità, piuttosto che con turni superiori a una settimana come accade da 50 anni ad Agrigento. Per quanto la legge consenta la gestione autonoma dell'acqua, "il sistema dovrebbe essere posto a seri controlli, ma questo non avviene. L'acqua in esubero, che prevalentemente sgorga dalle sorgenti, molto spesso non viene captata e utilizzata e finisce nei fiumi. La gestione autonoma può esistere, ma soltanto a certe condizioni. E sono proprio queste che non vengono esaminate". Quanto alle reti colabrodo, l'ultimo dato sulla dispersione idrica che riguarda Agrigento si attesta al 58%. "La dispersione - spiega Riccobene - si misura calcolando la differenza tra l'acqua che entra in rete e quella che viene fatturata. Nel 58% rientrano le perdite ma anche gli eventuali furti".

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