Cronaca

Crisi amministrativa a Racalmuto, il sindaco: "Occorre impegno di tutti"

Il primo cittadino, Emilio Messana, interviene con una lunga nota per fare il punto sulla difficile situazione che sta attraversando il Comune

Emilio Messana

“Ancora una volta nessuno degli otto consiglieri che hanno annunciato la sfiducia era presente alla riunione sui rifiuti. Evidentemente il contrasto con il sindaco è per loro più importante dei problemi del paese”. Lo scrive in una nota il sindaco di Racalmuto, Emilio Messana, intervenuto per fare il punto sulla crisi amministrativa che sta investendo il Comune.

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“Nelle innumerevoli riunioni convocate, - scrive il primo cittadino – mai una gesto di sostegno per il lavoro della giunta, soltanto critiche e lamentele. Sostenevano che gli assessori erano distanti dai cittadini e dalle forze politiche e parlavano della necessità di rilanciare l’azione amministrativa. Quando però li invitavo a confrontarsi sul merito delle cose fatte e dei problemi incontrati, sorvolavano oppure lamentavano di non essere stati informati”.

“Trascorsi i due anni, - scrive ancora il sindaco - la pressione si è fatta più insistente, e gli otto consiglieri hanno delegato i loro padrini politici a rappresentare la richiesta di rilancio dell’azione amministrativa. Ho dato loro credito, convinto che si dovesse partire dai risultati ottenuti, per migliorare le strategie di azione e coinvolgere nuove energie e competenze. Invece, mi è stato detto che l’esigenza era quella di dare visibilità politica ai consiglieri di maggioranza, mediante la nomina di assessori di riferimento. Ho dichiarato subito che sarei stato disponibile ad accettare indicazioni che parlassero al paese, per il loro profilo, la loro competenza, così come avvenuto con la prima giunta. Non avrei mai assecondato scelte che rispondevano alla mera logica spartitoria, né a quella dei giri di giostra”.

“Risultato – prosegue Messana -  nessuna proposta ed una serie di riunioni mancate. Hanno atteso insofferenti il trascorrere dei due anni, prima dei quali non è consentita dalla legge la mozione di sfiducia, e adesso liquidano sbrigativamente gli impegni assunti in campagna elettorale con i cittadini e si dichiarano pronti a presentare la mozione di sfiducia al sindaco. Non si sono minimamente preoccupati delle conseguenze collegate alla gravità della decisione, che riconsegnerebbe il paese alla gestione commissariale fino alle nuove elezioni”.

“Naturalmente, la sola eventualità di tornare a votare, - aggiunge il sindaco di Racalmuto - ha fatto drizzare le antenne agli inguaribili candidati di Racalmuto Civile, che scambiano per insipienza politica, la trasparenza, la linearità e l’integrità dell’operato di questa amministrazione. Certo, parlano per noi, più che le dichiarazioni ad effetto, i fatti, le opere e i comportamenti. Non avendo argomenti per giustificare l’attacco, addossano su una giunta in carica da appena due anni e quattro mesi, responsabilità per problemi e questioni sul tavolo da decenni, che, in ogni caso, sono stati affrontati da questa amministrazione”.

“Mi sono candidato – scrive ancora Messana - in un momento di grave crisi politico-sociale e finanziaria del mio paese, dopo un triennio di commissariamento, per restituire fiducia alla rappresentanza politica e democratica nell’istituzione locale. In questi anni ho scelto guardando all’interesse generale e non di singoli gruppi, non ho preso impegni con nessuno, né prima, né dopo la campagna elettorale, che non fossero quelli di un pieno coinvolgimento delle forze politiche della maggioranza nei processi decisionali. Impegno sempre rispettato. La sfida del governo in un Comune in riequilibrio finanziario è dura e difficile. I consiglieri hanno la responsabilità di amministrare tanto quanto la giunta e il sindaco, e ritengo che il loro ruolo non sia patrimonio esclusivo di nessuna forza politica. I conflitti debbono provocare la decadenza degli organi solo quando chi governa è pericoloso e dannoso per la comunità e non per regolare i conti tra le forze politiche”.

“Il Consiglio Comunale ha il dovere di discernere con serietà, di avanzare proposte per il bene del paese  - conclude il sindaco - e di non farsi abbindolare da chi propone il suicidio della politica, magari standosene comodamente dietro le quinte. È necessaria una profonda riflessione sul futuro del nostro paese, che impegni e coinvolga non solo le istituzioni ma si allarghi alle forze politiche e sociali che animano e qualificano la nostra comunità. Siamo stati eletti tutti, maggioranza e minoranza, per restituire al nostro paese la cura, la capacità di innovazione, la sensibilità, che solo la rappresentanza politica - quando non si preoccupa di se stessa - riesce a dare”.

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