Lunedì, 22 Luglio 2024
Giustizia lenta

La cresta milionaria sull'accoglienza dei migranti: la prescrizione spazza via il processo

I giudici, nei mesi scorsi, hanno emesso una sentenza di non doversi procedere per l'accusa di truffa: resta in piedi solo l'associazione a delinquere ma il presidente ha annunciato: "Il dibattimento non si potrà concludere"

La prescrizione, che già aveva spazzato via l'accusa di truffa, cancellerà presto anche quella di associazione a delinquere. Il processo a carico di quattro responsabili della Omnia Academy, associazione che gestiva 15 centri di accoglienza fra le province di Agrigento e Caltanissetta, accusati di avere realizzato una gigantesca truffa nella gestione dell'ospitalità, di fatto, deve ancora iniziare ma sono trascorsi troppi anni e il processo è destinato a non concludersi.

Lo ha detto in aula la presidente della seconda sezione penale, Wilma Angela Mazzara, dopo che il pubblico ministero Elenia Manno e i difensori degli imputati, gli avvocati Daniela Posante e Antonella Arcieri, hanno illustrato i rispettivi mezzi di prova. I giudici, lo scorso febbraio, avevano emesso una sentenza di non doversi procedere per tutti i reati di falso e truffa contestati in quanto risalenti a oltre una decina di anni fa e, quindi, prescritti.

Per i quattro imputati il processo doveva continuare per la sola accusa di associazione a delinquere. Si tratta di Francesco Morgante, 55 anni; Anna Maria Nobile, 51 anni; Giovanni Giglia, 59 anni e Giuseppe Butticè, 59 anni; tutti di Favara. In realtà la presidente del collegio ha fatto presente che, fra un paio di mesi, anche la restante imputazione sarà prescritta con la conseguenza che l'istruttoria non potrà neppure entrare nel vivo.

Cresta sull'accoglienza dei migranti: in 4 dal gup

L'indagine ipotizzava l'esistenza di una vera e propria organizzazione a delinquere che avrebbe truffato lo Stato attraverso la falsificazione dei registri delle presenze dei migranti in modo da ottenere il rimborso per l'ospitalità dei profughi che, in realtà, si erano già allontanati, erano stati trasferiti o, persino, finiti in carcere. Ipotizzata anche una truffa nei rimborsi delle spese sostenute per l'accoglienza degli immigrati come ad esempio le forniture di viveri e vestiario che sarebbero state "gonfiate". 

L'udienza, dopo le formalità di apertura del dibattimento e la precisazione sulla questione della prescrizione, è stata aggiornata al 20 febbraio.

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