Cronaca

"Cresta sui biglietti del bus e percorsi deviati", il pm ribadisce 10 richieste di rinvio a giudizio

Entra nel vivo l'udienza preliminare sul caso degli autisti accusati di truffa e interruzione di pubblico servizio

Secondo il pubblico ministero Gianluca Caputo, le accuse di truffa aggravata e interruzione di pubblico servizio meritano di essere approfondite in dibattimento. 

Il magistrato della Procura ha ribadito la richiesta di rinvio a giudizio in aula davanti al giudice Micaela Raimondo. L'udienza preliminare, a carico di dieci autisti di bus della Tua, accusati di avere fatto la cresta sui biglietti e deviato i percorsi in maniera arbitraria, è entrata nel vivo e si concluderà il 7 luglio. 

I difensori dei dieci imputati (gli avvocati Daniela Posante, Tanja Castronovo, Gerlando Alonge, Leonardo Marino, Teresa Chiara Caroselli e Alessandro Rampello) avevano chiesto al giudice di dichiarare la nullità dei capi di imputazione formulati dalla procura perchè "troppo generici e indeterminati, tali da rendere impossibile un'adeguata difesa", e l'inutilizzabilità della relazione dell'investigatore privato perchè "priva della autorizzazione prefettizia".

Il giudice aveva rigettato le eccezioni e adesso il procedimento è proseguito con la requisitoria e le arringhe difensive degli avvocati Posante e Caroselli che hanno chiesto al giudice di emettere una sentenza di non doversi procedere e, in sostanza, rigettare la richiesta di rinvio a giudizio per Nasser e Lattuca.

Gli autisti della società Trasporti urbani Agrigento sono accusati di avere fatto la cresta sulla vendita dei biglietti e di avere deviato il percorso dei bus per proprie esigenze personali. Sul banco degli imputati siedono Maurizio Buttigè, 52 anni; Maurizio Camilleri, 52 anni; Giuseppe Danile, 60 anni; Giuseppe Donisi, 52 anni; Vincenzo Falzone, 53 anni; Giuseppe Lattuca, 59 anni; Michelangelo Nasser, 57 anni; Andrea De Carmelo Russo, 59 anni; Giuseppe Trupia, 54 anni e Angelo Vaccarello, 53 anni.

A Buttigè, Camilleri, Danile, Falzone, Lattuca, Russo e Vaccarello si contesta di avere venduto a bordo dei mezzi dei titoli di viaggio a un prezzo maggiore e non vendibili, di avere omesso la stessa registrazione della vendita e, soprattutto, di avere riciclato i biglietti vendendoli più volte senza obliterarli al fine di incassare la differenza oppure incassando i soldi senza neppure consegnarli.

Donisi, Nasser e Trupia sono accusati di interruzione di pubblico servizio perché, in tre circostanze, nel 2017, avrebbero deviato il tragitto previsto, anche omettendo alcune fermate e lasciando gli utenti a piedi. 

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