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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Cresta sulla vendita dei biglietti dei bus? Via libera alla relazione dell'investigatore privato

La difesa dei dieci autisti imputati chiedeva di estromettere la prova: rigettata pure l'eccezione sulla nullità dei capi di imputazione

La relazione dell'investigatore privato, ingaggiato dall'azienda per confermare i sospetti a carico dei propri dipendenti, è stata acquisita legittimamente e può essere utilizzata. Al tempo stesso i capi di imputazione non sono generici e consentono un'adeguata difesa. 

Lo ha stabilito il giudice monocratico Agata Anna Genna ad apertura del processo a carico di dieci autisti della Tua - azienda del trasporto pubblico urbano -, accusati di avere fatto la cresta sulla vendita dei biglietti a bordo e avere deviato i tragitti per esigenze personali.

Gli avvocati Leonardo Marino, Alessandro Rampello e Gerlando Alonge all'udienza precedente hanno riproposto le questioni preliminari già bocciate dal gup.

Sul banco degli imputati siedono Maurizio Buttigè, 52 anni; Maurizio Camilleri, 52 anni; Giuseppe Danile, 60 anni; Giuseppe Donisi, 52 anni; Vincenzo Falzone, 53 anni; Giuseppe Lattuca, 59 anni; Michelangelo Nasser, 57 anni; Andrea De Carmelo Russo, 59 anni; Giuseppe Trupia, 54 anni e Angelo Vaccarello, 53 anni.

A Buttigè, Camilleri, Danile, Falzone, Lattuca, Russo e Vaccarello si contesta di avere venduto a bordo dei mezzi dei titoli di viaggio a un prezzo maggiore e non vendibili, di avere omesso la stessa registrazione della vendita e, soprattutto, di avere riciclato i biglietti vendendoli più volte senza obliterarli al fine di incassare la differenza oppure incassando i soldi senza neppure consegnarli.

Donisi, Nasser e Trupia sono accusati di interruzione di pubblico servizio perché, in tre circostanze, nell'estate del 2017, avrebbero deviato il tragitto previsto, anche omettendo alcune fermate e lasciando gli utenti a piedi, per proprie esigenze personali.

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