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"Cresta sui biglietti e tragitti deviati per propri comodi personali", indagati dieci autisti della Tua

Il pubblico ministero Paola Vetro ha fatto notificare gli avvisi di conclusione delle indagini per le accuse di truffa aggravata e interruzione di pubblico servizio

Il pubblico ministero Paola Vetro ha fatto notificare dieci avvisi di conclusione delle indagini, per le accuse di truffa aggravata e interruzione di pubblico servizio, nei confronti di altrettanti autisti della società Trasporti urbani Agrigento accusati di avere fatto la cresta sulla vendita dei biglietti e di avere deviato il percorso dei bus per proprie esigenze personali. Il provvedimento che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio è stato fatto notificare a Maurizio Buttigè, 51 anni; Maurizio Camilleri, 51 anni; Giuseppe Danile, 59 anni; Giuseppe Donisi, 51 anni; Vincenzo Falzone, 52 anni; Giuseppe Lattuca, 58 anni; Michelangelo Nasser, 56 anni; Andrea De Carmelo Russo; Giuseppe Trupia, 53 anni e Angelo Vaccarello, 52 anni, quest'ultimo consigliere comunale da molti anni. 

A denunciare i propri autisti è stata la stessa ditta del trasporto pubblico locale che ha ingaggiato un investigatore privato per verificare presunti abusi e ruberie che sarebbero stati commessi nella vendita dei biglietti. A Buttigè, Camilleri, Danile, Falzone, Lattuca, Russo e Vaccarello si contesta di avere venduto a bordo dei mezzi dei titoli di viaggio a un prezzo maggiore e non vendibili, di avere omesso la stessa registrazione della vendita e, soprattutto, avrebbero riciclato i biglietti vendendoli più volte senza obliterarli al fine di incassare la differenza oppure incassando i soldi senza neppure consegnarli. Donisi, Nasser e Trupia sono accusati di interruzione di pubblico servizio perché, in tre circostanze, nell'estate del 2017, anno al quale si riferiscono tutte le contestazioni, avrebbero deviato il tragitto previsto, anche omettendo alcune fermate e lasciando gli utenti a piedi, per proprie esigenze personali. 

Con l'avviso di conclusione delle indagini, i difensori (fra gli altri gli avvocati Daniela Posante, Tanja Castronovo, Leonardo Marino e Alessandro Rampello) potranno chiedere un interrogatorio dei propri assistiti, presentare memorie e provare a convincere il pm a non chiedere il rinvio a giudizio. 

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