Cronaca

Crack da 50 milioni di euro dei supermercati, condanna ridotta per Burgio

L'imprenditore, originario di Porto Empedocle, accede al concordato e la pena viene diminuita da 8 a 6 anni

Giuseppe Burgio

Sei anni di reclusione per l'accusa di bancarotta fraudolenta: i giudici della Corte di appello di Palermo hanno ridotto la condanna nei confronti dell'imprenditore Giuseppe Burgio, 57 anni, originario di Porto Empedocle, accusato di avere fatto sparire somme per circa 50 milioni di euro dalle imprese del suo gruppo che operava nel settore della distribuzione alimentare.

La sentenza è frutto di un concordato, ovvero una sorta di patteggiamento in appello, proposto dal difensore, l'avvocato Carmelita Danile, con il consenso della Procura generale. Rinunciando ad alcuni motivi di appello, la pena di 8 anni è stata ridotta.

La sentenza di primo grado era stata emessa il 14 maggio del 2018 dai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Agrigento presieduta da Luisa Turco. 

Burgio, in primo grado, era stato assolto solo per una contestazione di distrazione di circa un milione di euro. "Ha costruito un impero ma non certo col lavoro onesto, - avevano attaccato i pm nella requisitoria - lo ha fatto grazie a brogli e distrazioni. Unicredit, per anni, è stata sua complice". 

“I giornali - avevano aggiunto i pm Alessandra Russo e Simona Faga che avevano chiesto una condanna a 12 anni e 6 mesi - lo hanno definito correttamente il 're dei supermercati' e in effetti tale era ma l'impero lo ha costruito razziando fornitori, soci, dipendenti e l'erario ai quali ha sottratto milioni di euro con vari stratagemmi finanziari. I soldi finivano da un’impresa all’altra del gruppo per poi sparire e frodare i creditori".

Nell'ambito della stessa inchiesta altri 19 imputati, fra consiglieri di amministrazione della società del gruppo (fra cui Ingross, Ho.Pa.F, Cda, Gestal) componenti del collegio sindacale e dirigenti di Unicredit, sono stati rinviati a giudizio on l'accusa di avere provocato, insieme allo stesso Burgio, il maxi buco, omettendo controlli e, persino, agevolando sottrazioni di risorse dalle aziende. 

Anche Burgio, in un altro segmento dell'inchiesta, ha rimediato il rinvio a giudizio per due ipotesi di reato tributario. L'uomo d'affari, tornato libero solo di recente, in particolare, nella qualità di presidente di amministrazione della Ingross, avrebbe omesso di versare circa 231 mila euro all'erario per il 2012. Analoga accusa relativa alla gestione della Gestal, di cui, nel 2012 era amministratore unico e - sostiene l'accusa - avrebbe omesso di versare 308 mila euro all'erario.

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