Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Crack da 50 milioni di euro nella distribuzione alimentare, il pm: "A giudizio i 19 imputati"

Il magistrato della Procura ha ribadito la richiesta di mandare a processo tutti i professionisti coinvolti nell'inchiesta bis

Il pubblico ministero Sara Varazi ribadisce la richiesta di rinvio a giudizio, firmata tre anni prima dalle colleghe Alessandra Russo e Simona Faga, alcuni difensori di parte civile si associano e alcuni legali degli imputati insistono per una sentenza di non luogo a procedere. 

Venerdì prossimo, conclusi gli ultimi interventi, il gup comunicherà la decisione. Si avvia alla conclusione, dopo tre anni di azzeramenti, rinvii e intoppi, l'udienza preliminare scaturita dall'inchiesta bis sul più grande crack degli ultimi dieci anni dell'Agrigentino relativo a un gruppo di aziende che operano nel campo della distribuzione alimentare.

Il gup Fulvia Veneziano, in precedenza, dopo avere respinto alcune eccezioni dei difensori che chiedevano di dichiarare la nullità dei capi di imputazione, ritenuti troppo generici, e respingere le richieste di costituzione di parte civile, ha individuato due date per le conclusioni di pm e difensori di parte civile e imputati. Il 12 marzo ci sarà la decisione sui rinvii a giudizio visto che nessuno ha chiesto il rito abbreviato.

Sotto accusa, dopo la condanna a 8 anni del principale imputato - l'imprenditore Giuseppe Burgio, a cui facevano capo le aziende del gruppo - siedono diciannove professionisti fra componenti del collegio sindacale, liquidatori, consiglieri di amministrazione e funzionari di banca, accusati di avere agevolato il dissesto del gruppo Burgio con omissioni e sottrazioni di beni. Peraltro, proprio nei giorni scorsi, i giudici hanno disposto la confisca di aziende, immobili e beni di varia natura che erano stati sequestrati nell'ambito di questa vicenda giudiziaria.

Ex soci e dipendenti sono stati ammessi come parti civili. Burgio, che in questo troncone processuale risponde di avere sottratto all'erario una somma di circa mezzo milione di euro, per l'accusa avrebbe svuotato le imprese del gruppo, che operavano nel settore della distribuzione alimentare, facendo sparire circa 50 milioni di euro. 

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