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L’analisi

Covid, allarme di Zappia: “Situazione drammatica con aumento importante dei contagi”

Il commissario straordinario dell’Asp rivolge ancora una volta un appello ai cittadini: “Mantenete le distanze e usate le mascherine”

Il Covid non arresta la sua corsa in provincia di Agrigento e sembra ormai certo che una nuova ondata da non sottovalutare, seppure con l’estate ormai iniziata, sia dietro l’angolo. Lo ha detto a chiare lettere il commissario straordinario dell’Asp Mario Zappia nel suo consueto punto settimanale sull’andamento del Covid in territorio agrigentino. Partendo da un breve accenno sulla situazione nel Palermitano, dove i nuovi reparti Covid appena aperti negli ospedali si riempiono nell’arco di poche ore, Zappia parla di “situazione drammatica” e si rivolge ai cittadini invitandoli alla massima prudenza.

“Per evitare di ritrovarci in una condizione ancora più grave - ha ribadito il commissario dell’Asp - bisogna usare le mascherine e dobbiamo evitare tutti di parlarci faccia a faccia e a distanza ravvicinata. Vi dico soltanto che nell’ultima settimana abbiamo avuto un incremento di 630 casi mentre gli attuali positivi in provincia sono ben 2.360. Per quanto riguarda i posti letto in ospedale, continuiamo ad aumentare la dotazione disponibile per farci trovare pronti. Nel frattempo abbiamo 23 pazienti in degenza ordinaria e 2 in terapia intensiva a Ribera. Per fortuna tutti gli ospedalizzati sono già vaccinati e non presentano particolari criticità”.

Sul fronte vaccini Zappia espone il solito quadro dai numeri ormai risibili: 448 somministrazioni in una settimana con 190 terze dosi e 214 quarte dosi (necessarie quest’ultime solo per i soggetti fragili).

Ancora una volta un riferimento alle difficoltà dei pronto soccorso, in particolare quello del “San Giovanni di Dio” di Agrigento: “Siamo sempre in difficoltà - ha detto Zappia - ma ci siamo attrezzati chiamando rinforzi da tutti i settori. Stiamo impiegando infermieri, oss ed ausiliari mentre continuiamo a chiedere ai medici di fare turni straordinari. L’ospedale messo peggio, in tal senso, è quello di Agrigento. Segue Canicattì. Un pò meglio Sciacca e Licata. Da approfondire Ribera dove contiamo di finire i lavori nella prima decade di luglio“.

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