Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Covid, arriva la nuova variante "Mu": ennesima mutazione che potrebbe beffare i vaccini

Tecnicamente è stata classificata come "B.1.621" ed è la prima, dopo "Delta", ad essere stata giudicata di interesse. È stata infatti aggiunta all'elenco dell'Oms dallo scorso mese di giugno. Ecco cosa sappiamo finora

C'è una nuova variante del coronavirus e l'Organizzazione mondiale della Sanità la sta monitorando. Soprannominata "Mu" - B.1.621 secondo la nomenclatura scientifica - questa mutazione di Sars-CoV-2 è stata identificata per la prima volta in Colombia nel gennaio scorso ed è stata finora classificata come "variante da seguire", si legge sul bollettino epidemiologico settimanale dell'Oms sull'evoluzione della pandemia. Ciò significa che, sebbene l'Organizzazione mondiale della Sanità la consideri degna di un monitoraggio speciale, è considerata un potenziale problema minore rispetto ai ceppi Delta o Alpha del virus, che sono stati designati come "varianti di preoccupazione" (variants of concern - Voc) a causa della loro maggiore virulenza.

La nuova variante "Mu" del Covid-19

Tutti i virus, compreso il Sars-CoV-2 responsabile del Covid-19, mutano nel tempo. La maggior parte delle mutazioni ha poco o nessun effetto sulle proprietà del virus. Tuttavia, alcune mutazioni possono influenzare le proprietà del virus e condizionare, ad esempio, la facilità con cui si diffonde, la gravità della malattia che provoca o l'efficacia di vaccini, farmaci, strumenti diagnostici o altre misure di salute sociale e pubblica. C'è da preoccuparsi in questo caso? L'Oms sottolinea che "Mu" presenta mutazioni che potrebbero indicare un rischio di "fuga immunitaria" (resistenza ai vaccini), e aggiunge che sono necessari ulteriori studi per comprenderne meglio le caratteristiche.

Sebbene "Mu" al momento rappresenti solo una piccola fetta di casi globali, gli scienziati stanno studiando se presenta proprietà che potrebbero aiutarla a superare le protezioni immunitarie accumulate dalla vaccinazione o da infezioni pregresse. In ogni caso, si tratta della prima variante di interesse ad essere aggiunta all'elenco dell'Oms dal mese di giugno. Sempre secondo l'Oms, la prevalenza di "Mu" nelle infezioni globali da Covid-19 è diminuita da quando è stata rilevata per la prima volta a gennaio, tuttavia "la prevalenza in Colombia (39%) ed Ecuador (13%) è costantemente aumentata". Oggi rappresenta meno dello 0,1 per cento di tutte le infezioni globali da Covid-19, ma sono stati segnalati focolai di B.1.621 anche in alcune zone degli Stati Uniti e dell'Europa.

Cosa potrebbe significare la variante "Mu" per i vaccini? L'ultimo rapporto epidemiologico dell'Oms afferma che i dati preliminari hanno mostrato che questa mutazione sembra essere più resistente agli anticorpi. Paul Griffin, esperto di malattie infettive del Mater Health Services e dell'Università del Queensland, ha però spiegato che quei test di laboratorio non danno il quadro completo di come funziona l'immunità umana nel mondo reale. Saranno necessari studi ulteriori.

Tutte le varianti di Covid-19 monitorate dall'Oms

"Mu" è la quinta mutazione ad essere elencata dall'Organizzazione mondiale della Sanità come variante di interesse, e ci sono anche quattro varianti più serie, "di preoccupazione". Tutte e nove le varianti designate sono nominate con una lettera diversa dell'alfabeto greco. Le cinque varianti di interesse al momento sono:

  • Eta, rilevata per la prima volta in più Paesi nel dicembre 2020
  • Iota, rilevata per la prima volta negli Stati Uniti nel novembre 2020
  • Kappa, rilevata per la prima volta in India nell'ottobre 2020
  • Lambda, rilevata per la prima volta in Perù nel dicembre 2020
  • Mu, rilevata per la prima volta in Colombia nel gennaio 2021

Le quattro varianti di preoccupazione, che si ritiene abbiano il potenziale per aggravare la pandemia, sono:

  • Alpha, rilevata per la prima volta nel Regno Unito a settembre 2020
  • Beta, rilevata per la prima volta in Sudafrica nel maggio 2020
  • Gamma, rilevata per la prima volta in Brasile nel novembre 2020
  • Delta, rilevata per la prima volta in India nell'ottobre 2020

Poiché più il virus si diffonde, più opportunità ha di mutare, ci si dovrebbe aspettare che il numero di varianti di Sars-CoV-2 cambi nel tempo. Ecco perché il modo migliore per limitare le mutazioni del virus è limitarne la diffusione. Il vaccino è l'arma che abbiamo a disposizione per evitare un peggioramento della situazione epidemiologica. Più persone vengono vaccinate, meno sono gli ospiti suscettibili in cui il virus può vivere e subire una mutazione.

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