Via Atenea presa d'assalto, Firetto: "Sia festa ogni sera, ma con prudenza"

Va detto che il dibattito sulla movida irresponsabile non è esattamente una novità: era accaduto già a giugno e luglio, quando ad essere invasa era stata San Leone. Erano seguite riunioni, vertici, ordinanze e poi praticamente il nulla

La gente per strada sabato sera in via Atenea

Centro città preso "d'assalto" in spregio ad ogni misura di contenimento anti-Covid, il sindaco di Agrigento lancia l'appello: serve responsabilità da parte dei giovani.

Il primo cittadino, Lillo Firetto, infatti, sui suoi canali social, dopo aver accolto favorevolmente la presenza di numerose persone per strada nella serata di sabato (allegando inizialmente foto che non erano particolarmente preoccupanti), visti gli assembramenti registratisi a notte inoltrata (e la chiusura "preventiva", avvenuta intorno alle 21 di alcuni locali) adesso chiede ai più giovani di comportarsi con responsabilità.

Assembramenti e mancato rispetto delle distanze, sospesi per cinque giorni tre locali

 "Ragazzi, sono felice che il centro della nostra città sia tornato a vivere e a essere frequentato in questo modo e che voi siate tornati a socializzare - dice -. Ma siamo ancora alle prese con un virus infido e il livello dei contagi sembra in una fase di recrudescenza. Lo volete capire che non possiamo stare tranquilli? Voi, noi, i vostri nonni? Fatelo almeno per loro. Se lo sottovalutiamo perdiamo tutti. A Madrid nuovo lockdown, quando toccherà a noi di nuovo? Speriamo mai. Vi invito a tenere conto delle norme di sicurezza necessarie: prima di tutto con l'igiene delle mani, con il distanziamento e l'uso della mascherina. Sia festa ogni sera ma con prudenza".

Il commissario dell'Asp Zappia: "Situazione preoccupante"

Molto critici i gestori delle attività commerciali chiuse sabato, che hanno "pagato" con 5 giorni di chiusura gli assembramenti che si sono registrati nei giorni scorsi (e che si sono ripetuti ieri sera) nelle zone limitrofe alle loro attività. "Il mio ristorante, per primo - dice uno di loro - nonostante ancora non ci fosse il lockdown, ha chiuso i battenti per tutelare la salute dei propri clienti e oggi pago per assembramenti al di fuori della mia attività".

Va detto che il dibattito sulla movida irresponsabile non è esattamente una novità: era accaduto già a giugno e luglio, quando ad essere invasa era stata San Leone. Erano seguite riunioni, vertici, ordinanze e poi praticamente il nulla. La percezione che si ha della vicenda, purtroppo, è che in primis le autorità non sappiano esattamente che pesci prendere: come gestire un migliaio di persone senza mascherine riversate per strada?

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