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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Epatiti acute nei bambini: si tende ad escludere vaccino Covid e adenovirus

“Non ci sono le basi per preoccuparsi”, ha dichiarato Lorenzo Lughetti, direttore del dipartimento materno infantile dell'azienda ospedaliero universitaria di Modena

Il vaccino anti Covid e l’adenovirus non avrebbero nulla a fare con le epatiti acute di origine misteriosa che in queste settimane hanno colpito decine di bambini nel mondo. A dichiararlo è l'Istituto superiore di sanità (Iss). La malattia, segnalata per la prima volta nel Regno Unito all'inizio aprile, è stata identificata in almeno 12 paesi. Ad oggi si contano in totale 190 casi di epatite grave nei bambini, 40 dei quali nell’Unione europea, ha affermato il direttore del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), Andrea Ammon. Cosa sappiamo sull'epatite acuta pediatrica?

Iss: “Nella quasi totalità dei casi i bambini colpiti non erano stati vaccinati”

"Al momento non ci sono elementi che suggeriscano una connessione tra la malattia e la vaccinazione contro il Sars-CoV2 , e anzi diverse considerazioni porterebbero ad escluderla", chiarisce l'Istituto superiore di sanità. "Nella quasi totalità dei casi in cui si è a conoscenza dello status - sottolinea l'Iss - i bambini colpiti non erano stati vaccinati". Inoltre, sarebbe improbabile anche l'ipotesi adenovirus avanzata da qualche ricercatore e dal virologo Andrea Crisanti.

Improbabile l’ipotesi adenovirus

L’Iss tende ad escludere anche l’ipotesi adenovirus, specificando che “normalmente non è associato a malattie epatiche. In ogni caso l'adenovirus contenuto nei vaccini a vettore adenovirale anti Sars-Cov-2 utilizzati in alcuni paesi (in Italia AstraZeneca e Janssen), è geneticamente modificato in modo da non replicare nelle cellule del nostro organismo. Allo stato attuale delle conoscenze, quindi, non sembrano biologicamente possibili i fenomeni di ricombinazione tra adenovirus circolanti e ceppo vaccinale".

Lughetti : “Non ci sono le basi per preoccuparsi”

Segnalati alcuni casi anche in Italia ma “non c’è un quadro preoccupante”, ha dichiarato Lorenzo Lughetti, direttore del dipartimento materno infantile dell'azienda ospedaliero universitaria di Modena. "Il messaggio è di stare tranquilli. In questo momento non abbiamo le basi per preoccuparci – ha sottolineato Lughetti - Il ministero ha tempestivamente mandato a tutte le strutture, e le Regioni le hanno recepite, le necessità di segnalare per valutare se vi sia realmente un incremento o no. Personalmente queste forme di epatite le abbiamo avute sempre e non hanno mai avuto questo risalto mediatico. In un anno direi che, a memoria, abbiamo sei/sette casi. Negli ultimi mesi ne abbiamo avuti due. Il messaggio è di stare tranquilli. Non ci sono le basi per preoccuparsi".

Speranza: anche i pediatri "impegnati a monitorare”

Mentre l'Ecdc sta indagando sui casi di epatite grave nei bambini insieme alle autorità nazionali e all'Organizzazione mondiale della sanità, il ministro della salute, Roberto Speranza, ha chiamato a raccolta i rappresentanti della Federazione italiana dei medici pediatri ritenendo la loro rete di prossimità “fondamentale per tutelare la salute dei più piccoli”. Speranza ha dichiarato che i pediatri “in questi giorni sono impegnati anche a monitorare eventuali casi di epatite acuta dei bimbi”.

fonte Today.it

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