"Non violò divieto di assunzioni", la Corte dei conti assolve Mariella Lo Bello

Il procedimento aveva origine da esposti presentati da dipendenti di enti di formazione professionale impiegati nelle attività degli "Sportelli Multifunzionali: condanna per Crocetta e altri due

Mariella Lo Bello

La Corte dei Conti ha assolto l'ex assessore regionale Mariella Lo Bello, accusata di avere provocato un danno erariale per avere "frettolosamente e sostanzialmente al buio adottato con voto favorevole una deliberazione contrastante non solamente con il divieto di assunzioni ma anche sprovvista di adeguata istruttoria idonea a giustificare l'ingente allocazione di risorse, l'economicità e la congruità dell'affidamento nonchè l'inerenza del progetto con il titolo del finanziamento".

Il procedimento aveva origine da esposti presentati da dipendenti di enti di formazione professionale impiegati nelle attività degli "Sportelli Multifunzionali". I denuncianti lamentavano l'orientamento dell'Amministrazione regionale che non intendeva più avvalersi dell'attività degli enti di formazione che gestivano gli sportelli a supporto dell'attività dei centri per l'impiego, ritenendo che il mancato utilizzo di personale qualificato e formato negli anni per volere dell'Amministrazione regionale avrebbe costituito un danno all'erario.

Mariella Lo Bello, rappresentata e difesa dagli avvocati Girolamo Rubino e Rosario Capizzi, ha sostenuto "l'insussistenza di un nesso di causalità tra l'asserito danno contestato e la sua condotta che, al pari degli altri membri della giunta, si è limitata a valutare l'astratta ammissibilità del progetto, rimettendo poi ai competenti organi del settore la concreta fattibilità dello stesso".

La Corte dei conti per la Regione siciliana, ritenendo che in effetti la Giunta si era limitata a "prendere atto" della proposta avanzata dall'assessore regionale del Lavoro ha assolto Mariella Lo Bello e gli altri ex assessori regionali non proponenti, a fronte di una richiesta di condanna in misura pari ad euro 885.250 ciascuno.

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Condannati, invece, l'ex presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, l'ex assessore regionale del Lavoro Esterina Bonafede e l'ex dirigente generale dell'assessorato regionale del Lavoro Anna Rosa Corsello al pagamento della somma complessiva di euro 2.216.340 da suddividere in parti uguali tra gli stessi, e cioè nella misura di 738.780 ciascuno a favore della Regione Siciliana. 

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