Martedì, 16 Luglio 2024
L'inchiesta

Tangenti nella sanità, indagato l'ex deputato Dore Misuraca: "Ha fatto pressioni per favorire una ditta"

A rivelare un presunto intervento dell'allora parlamentare nazionale è stato Fabio Damiani, ex direttore dell'Asp di Trapani. Nei suoi telefoni sarebbero state ritrovate due conversazioni registrate in cui il politico avrebbe chiesto un'attenzione per la "Medicair" in relazione alla gara da oltre 66 milioni per l'ossigenoterapia

Una gara da 66 milioni e 400 mila euro, che come tante altre bandite nella sanità siciliana, avrebbe fatto gola a molti. Secondo le rivelazioni dell'ex direttore dell'Asp di Trapani ed ex presidente della Centrale unica di committenza, Fabio Damiani, le pressioni sarebbero arrivate anche dal mondo politico, ovvero - come lui stesso ha messo a verbale, dopo essersi "pentito", il 2 dicembre del 2020 - dall'allora deputato della Camera in quota Ncd, Dore Misuraca. Sulla scorta delle dichiarazioni di Damiani, il politico (che nel 2018, dopo lo scioglimento delle Camere di dicembre 2017, ha aderito al Pd e non ricopre più cariche), è stato iscritto nel registro degli indagati.

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E' un altro capitolo dell'inchiesta "Sorella Sanità 2", che la settimana scorsa ha portato a 5 arresti (in queste ore sono in corso gli interrogatori), coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dai sostituti Giacomo Brandini e Giovanni Antoci. Secondo la ricostruzione della guardia di finanza, Misuraca avrebbe cercato di favorire la "Medicair" che "quantomeno si sarebbe dovuta aggiudicare un punteggio utile 'a restare in Sicilia'" - come si legge nell'ordinanza di custodia cautelare del gip Clelia Maltese - nell'ambito della gara per l'affidamento del "Servizio di gestione del paziente in insufficienza respiratoria cronica in trattamento con ossigenoterapia domiciliare per le aziende del bacino occidentale della Regione Sicilia".

Damiani ha parlato di Misuraca agli inquirenti facendo riferimento a delle telefonate che avrebbe ricevuto da parte del politico. Telefonate che avrebbe registrato e conservato e che sarebbero state poi effettivamente ritrovate dagli investigatori. Le conversazioni risalirebbero al 9 giugno del 2017 e, come è riportato nell'ordinanza "il deputato si poneva nei confronti di Damiani in una posizione di superiorità, rammentando le raccomandazioni favorite all'alto burocrate per i suoi incarichi dirigenziali e chiedendo in maniera perentoria di favorire l'impresa". Ovvero - sostiene Damiani - la "Medicair".

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L'ex direttore dell'Asp di Trapani, però, sarebbe stato intenzionato a favorire la "Vivisol srl", che poi si aggiudicherà effettivamente l'appalto, e avrebbe condiviso con il suo fedele faccendiere, Salvatore Manganaro ("pentito" pure lui) "le preoccupazioni rispetto all'aggressione verbale di Misuraca", si legge ancora nell'ordinanza. 

La gara per l'ossigenoterapia era stata bandita una prima volta l'8 gennaio del 2016 e poi una seconda l'8 agosto dello stesso anno e, in questo caso, sarebbe stata cucita su misura per la "Vivisol srl". Come sostiene la Procura - sulla scorta anche di numerosi messaggi Whatsapp scambiati tra gli indagati - sarebbe stato uno dei rappresentanti dell'azienda, il torinese Alberto Vay (sottoposto all'obligo di dimora), a far avere i suoi desiderata a Manganaro e Damiani. L'aggiudicazione proprio alla "Vivisol" era avvenuta il 28 agosto 2018 (sarà poi annullata dal Tar a marzo 2019).

Damiani avrebbe dunque resistito alle presunte pressioni di Misuraca. Nel verbale di gara dell'8 giugno 2017 (cioè il giorno prima delle telefonate registrate da Damiani con il politico) emergono i punteggi affidati alle 5 aziende concorrenti (nella foto qui sotto) e "Medicair" risultava penultima: 66 punti a Vivisol, 58 a Sapio-Life Giannitrapani, 57 a Linde-Vitalaire, 50 a Medicair e 46 a Rivoira Ph. Come ricostruito dalla guardia di finanza, Damiani per questo favore avrebbe ricevuto, tra l'altro, un soggiorno di lusso sul Lago di Como (da oltre 9.500 euro per due giorni) che sarebbe stato pagato proprio da "Vivisol".

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Salvatore Manganaro, nelle dichiarazioni rese ai pm il 17 luglio del 2020, aveva poi fatto riferimento a dei presunti "gruppi di potere che si muovevano in Asp", parlando anche lui di Misuraca: "Questa è stata una risposta ai diversi gruppi di potere che si muovevano in Asp: il primo quello di Candela, il secondo di Lo Curto, il terzo di Cino Nuccio, Li Pomi, D'Aleo e Sciacchitano. Con riferimento al gruppo di Candela (Antonino, coinvolto nel primo troncone dell'inchiesta e condannato in primo grado ndr) - aveva messo a verbale - posso dire che lo stesso Candela dapprima faceva riferimento a Misuraca e a Forza Italia e per questo entra nell'Asp di Palermo come direttore amministrativo (...) Dopo Candela si avvicina alla componente politica di Lumia e Crocetta...".

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