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Il tribunale di Palermo e accanto Vincenzo Li Calzi

Il tribunale di Palermo e accanto Vincenzo Li Calzi

"Era il contabile delle tangenti per conto di Manganaro", 45enne ai domiciliari

Il tribunale del Riesame, accogliendo l'appello dei pm, aveva già disposto gli arresti, per corruzione propria aggravata in concorso, per Vincenzo Li Calzi di Canicattì. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato e la Guardia di finanza ha eseguito l'ordinanza

Il tribunale del Riesame, accogliendo l'appello dei pm, aveva già disposto gli arresti domiciliari - per corruzione propria aggravata in concorso - per Vincenzo Li Calzi, 45 anni, originario di Canicattì. La Corte di Cassazione, ieri, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro il tribunale del Riesame. La Guardia di finanza di Palermo, su disposizione della Procura della Repubblica del capoluogo siciliano, ha eseguito l'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari.

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"Vincenzo Li Calzi, come emerso nell'indagine 'Sorella Sanità' condotta dal nucleo di polizia Economico-Finanziaria di Palermo, era un fidato collaboratore di Salvatore Manganaro, 44 anni, originario di Agrigento, già in arrestato il 21 maggio scorso in esecuzione dell’ordinanza cautelare emessa dal gip del tribunale di Palermo nei confronti di 12 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, - ricostruisce la Guardia di finanza - di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, istigazione alla corruzione, rivelazione di segreto di ufficio e turbata libertà degli incanti in relazione a importanti gare d’appalto bandite in ambito sanitario".

Il gip, allora, non aveva disposto alcuna misura cautelare nei confronti di Li Calzi in quanto non aveva ritenuto gli elementi investigativi raccolti sufficienti a corroborare le ipotesi accusatorie della Procura.

Il tribunale del Riesame, accogliendo l’appello dei pubblici ministeri, "ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Li Calzi per corruzione propria aggravata, in concorso - ricostruiscono le Fiamme Gialle - con Damiani (55 anni di Palermo, già direttore generale dell’Asp 9 di Trapani), Manganaro, Francesco Zanzi (56 anni di Roma, amministratore delegato della Tecnologie Sanitarie Spa) e Roberto Satta (50 anni di Cagliari, responsabile operativo della Tecnologie Sanitarie Spa), in relazione all’aggiudicazione di due gare d’appalto, bandite una dall’Asp 6 di Palermo e l’altra dalla centrale unica di committenza della Regione Siciliana, relative alla manutenzione di apparecchiature elettromedicali".

"Li Calzi avrebbe svolto il delicato compito di 'contabile delle tangenti' per conto di Manganaro, del quale era prestanome per le principali società di comodo e per il trust nei quali confluivano le ricchezze illecitamente accumulate" - continua la ricostruzione della Guardia di finanza di Palermo - .

"Anche questa attività evidenzia, ulteriormente, il perdurante impegno della Guardia di Finanza, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Palermo, per il contrasto della corruzione e delle più gravi forme di reato contro la pubblica amministrazione che - concludono le Fiamme Gialle - sottraggono alla collettività risorse pubbliche, incidendo pesantemente anche sulla qualità dei servizi forniti ai cittadini, soprattutto in un settore delicato come quello della sanità".

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