Il giro di mazzette all'Edilizia privata, torna libero il costruttore Giovanni Lupo

Coinvolto nell'inchiesta "Giano Bifronte" è stato rinviato a giudizio appena qualche settimana fa assieme ad ex consiglieri e funzionari del Comune. Era ai domiciliari da febbraio e sono scaduti i termini di custodia cautelare

Un frame delle intercettazioni

Torna libero il costruttore Giovanni Lupo (che è originario di San Giovanni Gemini) della "Biocasa srl", coinvolto nell'inchiesta "Giano Bifronte" - quella sulla presunta cricca all'Edilizia privata, messa a segno dalla guardia di finanza alla fine di febbraio - e rinviato a giudizio appena qualche settimana fa. L'imputato lascia gli arresti domiciliari per decorrenza dei termini di custodia cautelare: il tribunale del Riesame ha infatti accolto il ricorso dei suoi difensori, gli avvocati Renato Canonico e Giovanni Di Benedetto.

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Lupo era stato arrestato assieme a due ex consiglieri comunali, Giovanni Lo Cascio e Sandro Terrani, a due funzionari di Palazzo delle Aquile, Mario Li Castri e Giuseppe Monteleone, all'architetto Fabio Seminerio e all'imprenditore Francesco La Corte.

In base all'inchiesta del procuratore aggiunto Sergio Demontis e dei sostituti Giovanni Antoci ed Andrea Fusco, all'Edilizia privata ci sarebbe stato un giro di mazzette legato alla realizzazione di diversi piani costruttivi. Il gup Ermelinda Marfia ha rinviato a giudizio Lupo e gli altri il 12 ottobre. Il processo inizierà l'11 gennaio e tra gli imputati ci sono anche gli architetti Agostino Minnuto e Giovanna D'Attardi, compagna di Monteleone. Il Comune si è costituito parte civile. 

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