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Vaccini antiCovid è caos per i fragili: molti prenotati con l'Astrazeneca nonostante le patologie

A monte c'è un problema connesso alle esenzioni e ai codici: i pazienti dovranno quindi risolvere prima le questione di natura burocratica e poi potranno accedere al siero

Mentre il ritmo delle vaccinazioni rallenta per i soggetti fragili a causa della scarsità di dosi a disposizione di siero Pfizer, c'è anche chi dopo lunghissima attesa si è recato il giorno di Pasqua al centro vaccinale ma è poi dovuto tornare a casa senza aver fortunatamente ottenuto il vaccino. E vi spieghiamo perché.

La storia che ci è stata raccontata è di una singola persona, ma è simile a quella di molti altri soggetti ritenuti "fragili" per i quali da alcune settimane sono iniziate appunto le vaccinazioni. Il primo scoglio per moltissimi è stata la possibilità di ottenere la prenotazione. E' infatti risultato che centinaia e centinaia di pazienti, pur avendo esenzioni per patologie specifiche tra quelle che il Ministero ha individuato come particolarmente sensibili tanto da prevedere appunto la vaccinazione in modo prioritario non potevano registrarsi on line. Questo perché, burocraticamente, la loro condizione non era stata "caricata" nella tessera sanitaria ed era quindi necessario inserire tale condizione attraverso delle certificazioni.

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Per tutti loro era stato quindi necessario inoltrare una richiesta ulteriore con allegata documentazione comprovante l'esenzione (che è rilasciata dall'Asp) e le patologie. In alcuni casi, per soggetti comunque fragili ma senza esenzione, è stata necessaria la certificazione da parte di specialisti e medici di famiglia. Dopo una decina di giorni d'attesa è giunto a molti (fortunati) l'annuncio: in tale data potrà vaccinarsi.

Arrivati però al Palacongressi di Agrigento per ottenere il siero, la brutta sorpresa: nei moduli di prenotazione fatti dagli stessi interessati attraverso il portale, è infatti previsto per molti l'Astrazeneca, che però appunto non può essere somministrato a chi soffre di alcune patologie o ha una particolare anamnesi medica (per quanto sia consentito per diversi soggetti "fragili"). All'utente più attento la cosa non è fortunatamente sfuggita, e inevitabile è stato il rifiuto del vaccino (non per scelta, ma perché appunto è rischioso per la salute in determinate condizioni) o la specifica indicazione in tal senso da parte dei medici in servizio all'hub. Ai pazienti quindi non resta che andare via, anche se gli viene comunicato che saranno ricontattati per ottenere lo Pfizer stando alla loro condizione medica. La procedura, per quanto le indicazioni fornite ai cittadini siano di fatto confuse (e soprattutto non vi siano oggi indicazioni ufficiali) vorrebbero la seguente procedura: il paziente dovrebbe tornare dal proprio medico di famiglia per "correggere" il codice di esenzione inserendo le patologie che consentono di ricevere il siero Pfizer (principalmente problemi cardiaci, ictus eccetera). Fatto questo il paziente dovrebbe quindi inoltrare una nuova mail all'Asp attenendo di essere nuovamente chiamato.

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Quindi l'utente dovrà tornare al punto di partenza di un grottesco gioco dell'Oca (di cui non ha alcuna responsabilità) fornendo una nuova certificazione che comprovi il "privilegio" di avere una dose di Pfizer, sempre che ve ne siano ancora disponibili.

La domanda che però qualcuno si è posto è: ma se l'utente, prima di ottenere la dose, non avesse prestato attenzione a che tipo di vaccino stava per ricevere? Esiste un sistema di doppio vaglio delle informazioni? Può essere accaduto che a soggetti individuati come fragili sia stato poi comunque somministrato l'Astrazeneca per un problema di codici nonostante le patologie di cui soffre, con i rischi connessi?

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