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Il ministro Speranza (foto ANSA)

Il ministro Speranza (foto ANSA)

Contagi Covid-19 in aumento, Sicilia a rischio zona rossa dal 15 gennaio

Con le nuove norme alcune aree potrebbero finire nella stretta già a partire dalla prossima settimana. Ma tutto dipenderà dai numeri del prossimo report dell'Iss

Sono Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia le tre regioni che potrebbero approdare zona rossa con l'entrata in vigore della norma che prevede l'approdo in zona rossa se l'incidenza settimanale dei positivi supera la soglia di 250 ogni centomila abitanti. Ma a rischio c'è anche la Sicilia insieme a Friuli-Venezia Giulia, Marche e la provincia autonoma di Bolzano. La Sicilia al momento è zona arancione. E lo sarà fino al 15 gennaio. Già venerdì, subito dopo la decisione del ministro Speranza, Musumeci si era affrettato a sottolineare: "Avevo chiesto zona rossa, introdurremo misure più restrittive".

Il nuovo Dpcm e/o il decreto legge che il governo dovrebbe varare entro il 15 gennaio (e che dovrebbe entrare in vigore a partire dal 16) dovrebbe avere al suo interno un nuovo parametro per portare le regioni nelle aree a maggiori restrizioni oltre all'indice di contagio Rt superiore a 1 per la zona arancione e a 1,25 per la zona rossa: quello dell'incidenza dei casi ogni centomila abitanti. E questo parametro, secondo le ultime informazioni, dovrebbe portare automaticamente (quindi senza ulteriore valutazione della Cabina di Regia Benessere Italia) le regioni in zona rossa. In base ai numeri dell'incidenza settimanale, oltre i duecento casi (e quindi vicini alla soglia di 250) ci sono Veneto (che si trova oltre la soglia), Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e provincia autonoma di Bolzano. L'incidenza bisettimanale dei casi è oltre o vicina alla soglia in Sicilia e altre regioni.

La prima candidata a finire in zona rossa, visto che è molto difficile che il report #35 dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero, previsto per giovedì 14 gennaio abbia numeri quasi dimezzati rispetto all'ultimo, è quindi il Veneto. Ci sono però anche altre regioni a rischio zona rossa. E questo perché il monitoraggio della Cabina di regia di venerdì scorso prendeva in considerazione l’incidenza calcolata nella settimana dal 28 dicembre al 3 gennaio, ma spulciando i dati aggiornati al 9 gennaio a rischio, ci sono le Marche e la Sicilia oltre alla provincia di Trento. Il periodo che però verrebbe preso in considerazione nel report dell'Iss sarebbe dal 4 al 10 gennaio. Per questo non è possibile dire con sicurezza chi sarà in zona rossa a partire dopo il 15. 

E c'è da dire che mentre un incontro tra gli enti locali per illustrare la novità è in programma lunedì (con Francesco Boccia, ministro degli Affari Regionali, e Roberto Speranza, responsabile della Salute), c'è perplessità fra le Regioni. Insieme ai ristori, quella delle regole per definire le restrizioni sarà uno dei punti più delicati al centro del tavolo. L'automatismo del numero dei casi per 100 mila abitanti, è il ragionamento che si sta facendo in queste ore fra amministratori e dirigenti sanitari, potrebbe finire per penalizzare le regioni che fanno il maggior numero di tamponi ed essere una sorta di disincentivo al contact tracing, ovvero fare meno tamponi, per trovare meno casi, per non finire in zona rossa. E non terrebbe conto, inoltre, della diversa organizzazione delle strutture ospedaliere sui vari territori. 

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