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Coronavirus, donne vittime di violenze si rivolgono al Telefono aiuto: 20 casi nell'ultimo mese

Antonella Gallo Carrabba, responsabile del centro antiviolenza, dai microfoni di AgrigentoNotizie rinnova l’appello: "E’ importante non rimanere in silenzio e chiedere aiuto”

 

“In queste settimane ci è stato chiesto di rimanere a casa per far fronte all’emergenza sanitaria del Covid-19. Ancora di più, la nostra casa è diventata un luogo di protezione, ma non sempre lo è per tutti. Pensiamo alle donne vittime di violenze, per loro la csa non è mai un luogo sicuro neanche in questo periodo. Pensiamo a queste donne costrette a vivere sotto il controllo del loro maltrattante. Controllo che spesso è insulto, è maltrattamento, è violenza fisica, è violenza psicologica. Pensiamo ai figli di queste donne, costretti ad ascoltare gli insulti e a vedere le violenze”. Queste sono le parole pronunciate ai microfoni di AgrigentoNotizie da Antonella Gallo Carrabba, responsabile del centro antiviolenza e antistalking “Telefono aiuto” di Agrigento, struttura quest’ultima che dopo l’emissione del decreto “Blocca Italia” ha attivato un servizio di ascolto telefonico, con un numero di cellulare, dedicato ed  attivo 24 ore,  al quale possono rivolgersi le donne vittime di violenza. In poco più di un mese, al 351 27 12 588 sono giunte circa venti segnalazioni di episodi di violenze.

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La maggior parte delle chiamate, sono di donne che già in passato avevano chiesto aiuto al centro antiviolenza, ma in tre occasioni, gli operatori, hanno offerto assistenza ad altrettante donne che per la prima volta hanno avuto il coraggio di chiedere aiuto. “E’ importante – ribadisce  la responsabile Gallo Carrabba – non rimanere in silenzio e chiedere aiuto, perchè solo così si possono aprire gli spiragli per poter uscire dalla violenza”. 

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