Potenziamento del pronto soccorso e nuove assunzioni per il reparto Covid, ecco il futuro dell'ospedale di Ribera

I sindaci del comprensorio hanno incontrato il commissario dell'Asp, Mario Zappia, che ha illustrato le novità relative al Fratelli Parlapiano

L'ospedale di Ribera

Il commissario straodinario dell'Azienda sanitaria provinciale, Mario Zappia, ha dato "ampie rassicurazioni sul futuro dell'ospedale di Ribera". A dirlo, con una nota congiunta, sono i sindaci di Ribera, Calamonaci, Cianciana, Lucca Sicula e Villafranca - Matteo Ruvolo, Pellegrino Spinelli, Liborio Curaba, Salvatore Dazzo e Domenico Balsamo - in seguito a un incontro per decidere sul punto. 

"Il commissario ha assicurato - scrivono i sindaci - il mantenimento di tutte le unità operative attualmente esistenti (medicina, chirurgia, riabilitazione neurologica Maugeri, servizio di radiologia e laboratorio di analisi), la temporanea sospensione dell’attività delle sale operatorie destinate ad accogliere ulteriori 10 posti di terapia intensiva per pazienti Covid, con conseguente temporanea chiusura dell’Unità operativa di chirurgia".

Zappia, inoltre, ha garantito l'allestimento di una sala operatoria da destinare agli interventi di piccola chirurgia e il potenziamento del pronto soccorso. "La struttura - aggiungono - potrà, inoltre, avvalersi della consulenza, h 24, dei chirurghi, degli internisti e dei rianimatori in forza all’ospedale, ed anche degli specialisti cardiologi che assicureranno anch’essi un’assistenza continua".

"Relativamente all’emergenza Covid, la struttura destinata a questi pazienti occuperà il primo e il secondo piano dell’ospedale, e sarà assicurata una netta separazione con le rimanenti parti del nosocomio", fanno sapere.

La struttura Covid potrà contare su 20 posti di terapia intensiva, 10 di semintensiva e 40 di degenza ordinaria e potrà disporre di personale proprio.

Zappia ha, inoltre, comunicato che saranno assunti 6 medici specialisti in infettivologia da destinare, in atto, alla struttura Covid e,
successivamente, alla già prevista unità operativa di infettivologia "che diventerà importante punto di riferimento al servizio dell’intero territorio provinciale".

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