Giovedì, 16 Settembre 2021
Cronaca

Italia destinata a finire tutta in zona rossa o arancione: escluse Sicilia, Sardegna e Valle d'Aosta?

Lo dicono le ultime indiscrezioni nelle ore in cui il governo di Mario Draghi sta preparando il nuovo Dpcm. Ieri la cabina di regia alla fine non ha preso decisioni perché si attendono i numeri del report #43 dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute, che sarà definitivo domani

Il ministro della Salute Roberto Speranza. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

L'Italia è destinata, tranne Sicilia, Sardegna e Valle d'Aosta a finire tutta in zona rossa o arancione entro la prossima settimana mentre le regole di ogni area verranno inasprite con maggiori restrizioni. Lo dicono le ultime indiscrezioni nelle ore in cui il governo di Mario Draghi sta preparando un decreto legge o un nuovo Dpcm per portare l'Italia in zona rossa nei weekend a partire dalla prossima settimana.

Intanto l'assessore alla Salute della Regione Siciliana, Ruggero Razza, a margine dell'inaugurazione dell'hub vaccinale di Messina nei locali dell'ex complesso fieristico, è apparso visibilmente ottimista: "Gli hub, le vaccinazioni e il personale: vediamo una luce in fondo al tunnel - ha detto Razza -, speriamo che l'arrivo dei vaccini costante nei mesi di marzo, aprile e maggio ci consenta di rispettare la tabella di marcia". Un ottimismo che deve comunque fare i conti con la realtà. E la realtà racconta anche dell'arrivo di cinque nuove zone rosse in Sicilia. Scatteranno da domani, venerdì 12 marzo, per 15 giorni. Lo prevede un'ordinanza firmata nella tarda serata di ieri dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Le nuove restrizioni riguardano anche i comuni di Altavilla Milicia e San Mauro Castelverde, nel Palermitano.

Oggi si riunirà la cabina di regia dell'esecutivo, che dovrà prendere una decisione sullo strumento giuridico da adottare per dichiarare il lockdown in Italia, che non partirà comunque da sabato 13 marzo ma da quello successivo (e quindi con Pasqua e Pasquetta comprese). C'è in ballo anche l'ipotesi di un disegno di legge da far approvare con corsia preferenziale dal Parlamento, ma sarebbe difficile rispettare i tempi. Mentre si calcola che siano trenta milioni i cittadini italiani che potrebbero andare in lockdown con la nuova stretta.

Ieri la cabina di regia alla fine non ha preso decisioni perché si attendono i numeri del report #43 dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute, che sarà definitivo venerdì 12 marzo. "Le decisioni che vogliamo assumere devono essere supportate dai dati più aggiornati possibile", ha spiegato in serata Roberto Speranza. Il governo Draghi attende i numeri: poi, venerdì, il cdm che dovrebbe dare il via libera alla stretta, in vista delle festività pasquali. Il ministro della Salute non si sbilancia su quali saranno le decisioni finali del governo. Sulla zona rossa nei week end, una delle misure che circolano con più insistenza, si limita ad ammettere che "è una delle ipotesi che si stanno valutando". In ogni caso ulteriori restrizioni ''sono probabili'' e ''opportune'', e anche in "tempi stretti" perché le varianti fanno correre il virus. Tra i punti considerati acquisiti ci sono:

  • l'automatismo per far scattare la zona rossa una volta superata l'asticella dei 250 contagi ogni centomila abitanti;
  • una nuova proroga al divieto di spostamento tra le regioni, al momento in scadenza il 27 marzo;
  • una stretta agli spostamenti dai comuni di residenza;
  • il coprifuoco.

Il governo guarda comunque al modello Natale per affrontare il periodo di Pasqua: zone rosse nei festivi e prefestivi per contenere i movimenti che in quei giorni potrebbero inevitabilmente diventare veicolo di contagio, spiega il titolare dell'Agricoltura Stefano Patuanelli. "Nella giornata di domani - fa sapere palazzo Chigi - saranno esaminati nuovi dati sulla diffusione del contagio e approfondimenti condotti con le regioni e le Province autonome. Venerdì il Consiglio dei ministri potrà valutare l'adozione di eventuali misure". Tra il confronto con regioni e enti locali e il consiglio dei ministri convocato per venerdì non si esclude un nuovo vertice con le forze di maggioranza per limare le misure da varare. Il decreto legge pare attualmente lo strumento più adatto e dovrebbe restare fuori dalla stretta il prossimo week end, quello del 13 e 14 marzo. E questo perché la linea del governo Draghi, sin dal discorso programmatico in Parlamento, è quella di informare delle restrizioni con un congruo anticipo rispetto all'entrata in vigore.

L'agenzia di stampa Ansa scrive che tra i ministri c'è chi, a partire da Roberto Speranza, spinge per rafforzare le chiusure da subito in tutto il territorio nazionale, non solo nei fine settimana. E al contrario c'è chi non vorrebbe penalizzare ancora ristoranti e negozi, neanche nei weekend. Come all'epoca del governo Conte, Partito Democratico, MoVimento 5 Stelle e Liberi e Uguali si collocano su una linea rigorista mentre Forza Italia, Lega e Italia viva frenano su nuove misure nazionali generalizzate. Il Cts suggerisce il rafforzamento delle restrizioni nelle zone gialle, perché è lì che vanno ridotti i contatti tra le persone per evitare il diffondersi del contagio, il passaggio automatico in zona rossa con un'incidenza a 7 giorni di 250 casi ogni 100mila abitanti, chiusure nei fine settimana come già avvenuto durante le festività natalizie.

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