Coronavirus, pochi tamponi validati (566): superati sull'isola i 2.500 casi (+43) e i 130 (+2) in provincia

Positivi al test il 7,5%. Gli attuali positivi sono 2.071 persone (+21). Cresce il numero dei guariti, 255 (+18). Il numero dei morti sale a 175 (+4). Due pazienti in più sono stati spostati in terapia intensiva

Pochi tamponi effettuati, appena 566, sono il dato che più colpisce nell'ultimo aggiornamento della Regione in merito all'emergenza Coronavirus. Su questi ultimi tamponi validati dai laboratori sono stati scovati altri 43 casi, circa il 7,5%. Quindi se il numero resta costante (ieri erano stati 42), la percentuale sui tamponi invece cresce. Dall'inizio dei controlli i tamponi effettuati sono stati 37.877 e di questi sono risultati positivi 2.501. Mentre attualmente sono ancora contagiate 2.071 persone (+21), 255 sono guarite (+18) e 175 decedute (+4).

Degli attuali 2.071 positivi, 605 pazienti (0) sono ricoverati - di cui 53 in terapia intensiva (+2) - mentre 1.466 (+21) sono in isolamento domiciliare. Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 16 di oggi (martedì 14 aprile).

Il dato provinciale 

Due casi in più per Agrigento e provincia. Rispetto ad ieri quando gli "attualmente positivi" risultavano essere 125, oggi sono invece 127. Il dato è quello comunicato dalla Regione Siciliana all'unità di crisi nazionale. Se agli attuali 127 si aggiungono anche i 2 guariti e il deceduto - sempre riportati dalla Regione - si arriva a complessivi 130 contagiati da quando è scoppiata la pandemia. Questa la divisione degli attuali positivi nelle altre province: Caltanissetta, 117 (22 ricoverati, 8 guariti, 10 deceduti); Catania, 593 (128, 59, 63); Enna, 293 (177, 21, 21); Messina, 358 (133, 45, 36); Palermo, 327 (71, 41, 23); Ragusa, 58 (6, 4, 5); Siracusa, 87 (55, 58, 11); Trapani, 111 (13, 17, 5).

Firetto: "Troppo presto per rilassarci"

"Oggi ad Agrigento non si registrano nuovi casi di positività al coronavirus. In provincia 2 casi in più per un totale di 127.  La provincia di Agrigento è quarta in Sicilia per numero di contagi accertati. Nell'isola altre 43 persone risultano affette dalla malattia, 4 sono i decessi, 18 le guarigioni. 2 nuovi ricoveri in terapia intensiva. In totale in Sicilia 2.501 persone sono finora risultate positive al virus dall'inizio della pandemia. In tutta Italia i decessi per coronavirus non accennano a diminuire. Altri 602 nelle 24 ore. Di positivo c'è che diminuisce il numero dei ricoveri in terapia intensiva: 74. Ci sono meno positivi al virus, in un giorno 2.972 sul territorio nazionale. Ma è diminuito molto il rapporto tamponi/nuovi contagi. Significa che se prima il dato di questo rapporto era pari a 1/13 ora siamo a 1/9. In Lombardia il rapporto è 1/3. Difficile parlare di ritorno alla quasi normalità con queste cifre - ha detto il sindaco di Agrigento Lillo Firetto - .  Spero che qui in Sicilia i numeri  comincino a scendere e che almeno si possano ipotizzare condizioni di ripresa differenziate. Al momento i numeri non sono allarmanti ma allarmante è la lenta e costante crescita. Troppo presto per rilassarci. Le restrizioni orarie degli esercizi commerciali, oggetto di un nostro provvedimento espresso, vengono meno per effetto della revoca dell'ordinanza regionale che consentiva un nostro intervento. Ciò non vuol dire far venir meno le ragioni di necessità e cautela che sono poste alla base delle ragioni che legittimano le uscite da casa,  che devono sempre essere osservate. Per quanto concerne la tipologia di attività autorizzate o sospese, occorrerà far riferimento al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 aprile scorso in cui è semplice rinvenire l'elenco completo delle riaperture possibili da oggi 14 aprile. Fatte salve poche eccezioni (commercio di carta cartone e articoli di cartoleria, commercio al dettaglio di libri, commercio al dettaglio di vestiti per bambini e neonati e specifiche attivitàproduttive) ricalcano quelle già autorizzate prima della sua emanazione. Continuano gli atti di solidarietà e le generose donazioni. L'ultima all'ospedale di Agrigento di un ecografo Samsung HS30  con sonde lineare, convessa e phased array e stampante, a supporto dei reparti Covid -19". 

Come leggere i numeri

I numeri vanno letti e interpretati, se si vuole davvero capire come evolve, in positivo o in negativo, un'epidemia. E si rischia di incorrere in particolare in un equivoco, che va spiegato. Quali sono i numeri che vanno analizzati per capire "come sta andando"? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all'andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi.

Ovviamente è molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma è un dato clinico, non epidemiologico: se ad esempio domani ci fossero 300 nuovi casi e guarissero tutti all'istante, facendo un'ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 300 casi.

Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli "attualmente positivi". Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del "paniere" dei malati totali di Coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché si crea l'equivoco: se aumentano guariti e deceduti è inevitabile che calino gli "attualmente positivi", il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri.

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