Parrucchieri, negozi, bar e ristoranti: ecco la tabella di marcia per le riaperture dopo l'emergenza Covid

Le indicazioni sono state date dal comitato scientifico al presidente della Regione. Molto dipenderà dal dato dei contagi. Non sono escluse prescrizioni specifiche per gli over 65 e per gli under 18

Di certezze, al momento, ce ne sono poche. Tutto dipenderà dal dato dei contagi: se resterà costante o se, invece, malauguratamente, dovesse tornare a crescere una volta allentate le misure di contenimento al Covid-19. Le prime a poter riaprire i battenti, nella fatidica data del 4 maggio, saranno le aziende manufatturiere e quelle agricole. A metà maggio toccherà, invece, ai negozi. Pare invece che per parrucchieri e centri di bellezza si dovrà aspettare fino alla fine di maggio. E poi - forse a metà giugno - toccherà a bar e ristoranti. Per loro si dovrebbe slittare ulteriormente - fino a metà giugno appunto - perché per loro sarà difficile mantenere le distanze di sicurezza. Andranno avanti però con le consegne a domicilio. 

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Sono queste le indicazioni che sono state date al presidente della Regione, Nello Musumeci, dal comitato scientifico che ha, appunto, detto "sì" alla riapertura, ma che dovrà essere graduale. Molto dipenderà da quello che il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte stabilirà nelle prossime ore. Non è escluso che vengano previste misure specifiche per gli over 65 e gli under 18: i primi più esposti al contagio i secondi più difficili da controllare. Per loro potrebbero essere previsti, almeno all'inizio, orari differenti e prestabiliti in cui poter uscire da casa.  

Covid 19 e dati incoraggianti, il comitato scientifico: "Via ad una graduale riapertura"

L'economia agrigentina oltre che sul turismo è basata anche sui negozi. Parrucchieri ed estetisti - quello di cui, forse, in questi giorni di isolamento, si sta sentendo grande mancanza - difficilmente saranno in grado di mantenere le distanze di sicurezza. L'ipotesi alla quale sta lavorando la Regione, per non mettere ulteriormente in ginocchio queste attività, è quella delle aperture autorizzate ad orari determinati e con un numero preciso di clienti. Di fatto, dunque, si potrà tornare a lavorare solo ed esclusivamente con prenotazione che dovrà essere rigidamente rispettata. L'alternativa è consentire che i clienti vengano serviti a domicilio. Discorso analogo (ingressi a numeri determinati e ad orari precisi) per i negozi di abbigliamento dove sarà obbligatorio il divieto di provare e di cambiare i capi da acquistare o acquistati.  

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I medici sono stati chiari: sarà necessario favorire lo smart-working (soprattutto per gli uffici pubblici) per limitare tutti gli spostamenti dei lavoratori e per ridurre il numero di accessi nei locali aziendali. Necessario anche favorire l'alternanza a scaglioni su più turni di lavoro per ridurre, appunto, le presenze in contemporanea negli uffici o nelle aziende. Un'altra cosa è stata messa in chiaro: non potrà ripartire chi non è in grado di garantire mascherine per ogni dipendente e chi non potrà assicurare l'ormai classica distanza di sicurezza: almeno un metro e mezzo, tre metri quadrati in un'area di lavoro. 

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