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Lotta al Coronavirus, aperto il laboratorio per analizzare i tamponi al "San Giovanni di Dio"

Il direttore generale dell'Asp: "Ci farà recuperare molto tempo e saremo nelle condizioni di avere una diagnosi nel giro di poche ore, consentendo di sviluppare un'azione sanitaria di monitoraggio e di controllo"

 

"Al laboratorio di analisi dell'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento e, fra non molto, anche presso il presidio ospedaliero di Sciacca sono presenti delle apparecchiature che consentono, e consentiranno, di avere un centro dove processare i tamponi per il Coronavirus. E' un passaggio importantissimo perché ci fa recuperare molto tempo e ci mette nelle condizioni di avere una diagnosi nel giro di poche ore, perché ci consente di sviluppare un'azione sanitaria di monitoraggio e di controllo a vantaggio dei cittadini". Lo ha annunciato il direttore generale, facente funzione, dell'Asp Alessandro Mazzara. "Attraverso queste procedure c'è anche la possibilità di capire chi ha bisogno, realmente, di essere trasferito nei reparti di Malattie infettive e di essere curato ed assistito adeguatamente - ha aggiunto Mazzara - . E' un traguardo importante che l'azienda di Agrigento raggiunge".

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"Fin dall'inizio dell'emergenza, abbiamo fatto ricorso, necessariamente, per la repertazione, al centro di riferimento regionale che opera al Policlinico di Palermo e questo ha determinato anche delle criticità legate all'accumularsi di tamponi non repertati o non comunicati e al fatto che a quel centro afferivano non soltanto i nostri tamponi ma anche quelli delle Asp di Palermo e di Trapani - ha spiegato il direttore sanitario dell'Asp Gaetano Mancuso - . Criticità anche nella gestione dei nostri pazienti sospetti che sostavano nei nostri pronto soccorso. Da ieri, dopo l'acquisizione delle apparecchiature per il test molecolare, sotto l'accorta guida del dottore Friscia e della sua equipe, siamo in grado di essere celeri nella processazione dei tamponi e quindi nell'individuazione dei Covid".

"Da ieri abbiamo iniziato l'attività diagnostica del Covid-19 presso il laboratorio centralizzato dell'ospedale di Agrigento. Utilizziamo un test d'ultimissima generazione che va a rilevare la presenza di geni correlati alla presenza di virus direttamente dal tampone respiratorio. E' una metodica semplice ma soprattutto rapida - ha spiegato Giuseppe Friscia, direttore dell'unità Patologia clinica - che ci consente d'avere circa 80 campioni al giorno. In questo modo possiamo, con maggior facilità rispetto al passato, dirimere i dubbi diagnostici e garantire le esigenze legate alla sorveglianza sanitaria degli operatori. L'operatività è iniziata ieri. Potremo avere autonomia diagnostica e quindi anche di notifica, dopo che avremo validato un tot numero di tamponi positivi e un tot numero di campioni negativi. Una volta raggiunta l'autonomia, è intenzione dell'azienda estendere questa attività anche al presidio di Sciacca in modo da ottimizzare le risposte diagnostiche e aumentare il pannello dell'operatività".

In merito ai famosi test rapidi sierologici, il direttore di Patologia clinica ha spiegato: "Questi sono utili quando si vuole vedere come circola il virus. Nel momento in cui si vuole invece fare diagnosi, ad oggi, le tecniche di riferimento sono quelle che vengono utilizzate dai laboratori di coordinamento e supporto e da ieri anche da quello di Agrigento e, mi auguro, a brevissimo, anche quello di Sciacca". 

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