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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Green Pass "ridotto" e lockdown selettivo il 24, 25 e 31 dicembre: le ipotesi se i contagi dilagano

Alcuni scienziati tornano a chiedere di ridurre la durata del certificato verde, attualmente di 9 mesi, a 6 mesi. Allerta del governo alle regioni, arriva una circolare. E circola l'ipotesi di un mini-lockdown selettivo nei 3 giorni più a rischio (ma sembra difficilmente praticabile)

Green Pass ridotto nella durata da 9 a 6 mesi? A fronte dell'aumento dei contagi (ieri 28mila casi, era da fine novembre del 2020, che non si verificava un picco simile) alcuni scienziati tornano a chiedere di diminuire la validità del Green Pass, attualmente di 9 mesi. A preoccupare è la variante Omicron, più trasmissibile di Delta e sulla quale sappiamo ancora molto poco. I primi numeri "solidi" per capire i mesi che verranno arriveranno entro una settimana, dall’Inghilterra. Che siano giorni di confusione lo si capisce dal fatto che proprio nelle stesse ore in cui la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, comunica la presentazione di un atto delegato per uniformare in tutto il vecchio conteinente la validità della certificazione verde a 9 mesi, a Roma si fa strada l'ipotesi di un'ulteriore riduzione del certificato verde. Intanto da lunedì altre regioni passano in zona gialla e secondo qualche quotidiano per Natale ci sono anche ipotesi di restrizioni mirate nei giorni più "caldi" per scongiurare un ulteriore aumento dei contagi.

Green Pass ridotto da 9 a 6 mesi?

Circolano voci di tutti i tipi. "Addirittura c'è chi - racconta Repubblica -  come il professore Walter Ricciardi, consulente del ministro Roberto Speranza, o Guido Rasi, consulente del generale Francesco Figliuolo, si spinge a proporre di dare il Super Green Pass solo a chi fa la terza dose. "Bisogna adeguare il passaporto verde alla protezione. Se questa diminuisce ed è necessario fare la terza dose, bisogna dare il Green Pass solo a chi fa la terza dose. Oppure deve essere ridotto il tempo per cui viene rilasciato" dice Ricciardi. Al momento non ci sono nuove restrizioni in arrivo a stretto giro di posta. Il picco della quarta ondata dovrebbe arrivare dopo le feste di fine anno. Ma è certo che si parlerà molto nel prossimo mese della durata del Green Pass. "I dati ci sono e ci dicono che dopo 5-6 mesi il Green Pass perde ogni giorno un po' di validità" fa sapere Guido Rasi. "Se fossimo in un momento di bassa circolazione non sarebbe un problema, perché il vaccino ci protegge dalla malattia e dalla morte, ma in un momento di alta circolazione come questo purtroppo bisogna anche pensare di ridurne la durata. Una riflessione che si imporrà entro 10-15 giorni, quando si saprà di più sulla variante Omicron".  In Italia i casi di Omicron sequenziati sono solo alcune decine ma è evidentemente una sottostima perché il tracciamento è saltato praticamente ovunque.

Aumento contagi: allerta del governo alle regioni, arriva una circolare

Per Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, entro un mese c'è da attendersi una crescita delle ospedalizzazioni in tutte le Regioni. Il ministero alla Salute secondo i quotidiani oggi in edicola starebbe preparando una circolare per mettere in guardia le Regioni su un possibile aumento della curva epidemica che potrebbe avere come conseguenza una crescita dei ricoveri. La richiesta è, come per le precedenti fasi più complesse nella gestione dell'epidemia, di potenziare il sistema ospedaliero e i reparti Covid.

Stefania Salmaso, dell’Associazione italiana di epidemiologia (Aie), dice a Repubblica che "l’incubazione di Omicron è ridotta rispetto a Delta e il tempo di raddoppio è circa 3 giorni. Diminuisce la distanza fra il momento in cui compaiono i sintomi nella persona che infetta e in quella che viene infettata. Dovremmo accelerare i risultati dei tamponi, ma siamo già al limite della capacità". Altro problema è che "l’arrivo di Omicron si innesterà in una situazione di circolazione già molto sostenuta". Delta è ancora la variante preponderante oggi in Italia.

L'ipotesi di un lockdown selettivo nei giorni più a rischio

Il quotidiano La Stampa scrive oggi che il governo Draghi starebbe cominciando a guardare all’Austria per scongiurare il pericolo di un aumento di contagi durante le feste: "Dopo aver copiato il modello a due G, quello che consente lo svago solo ai vaccinati, ora il ministro della salute austriaco, Wolfang Mueckstein, annuncia un Natale in quarantena per i No Vax, che dal 24 al 26 dicembre e per la fine dell’anno potranno lasciare casa 'solo per visitare una persona cara'. Un coprifuoco identico a quello vissuto anche in Italia durante le feste dello scorso anno, ma nell’era dei vaccini da noi potrebbe essere riservato ai non immunizzati e contenuto alle ore di punta dei grandi raduni tra parenti e amici, ossia dalle 19 alle 24 la notte della Vigilia, dalle 12 alle 16 il giorno di Natale e durante la notte di capodanno. Per ora autorevoli esponenti del governo ed esperti della Salute non smentiscono, segno che l’idea è qualcosa in più di una semplice suggestione", secondo il quotidiano torinese. Appare un'ipotesi difficilmente praticabile, a dire il vero, anche per lo scarso preavviso che verrebbe dato ai cittadini. Ma un boom di contagi nella prossima settimana potrebbe indurre l'esecutivo a varare nuove restrizioni. 

"Natale sarà un buon Natale se noi facciamo quello che sappiamo che dobbiamo fare. Non ci sono novità: il virus continua a circolare, il virus si trasmette sempre nello stesso modo e per fortuna adesso abbiamo l'aiuto importantissimo che ci è dato dal vaccino. Se non si riesce ad aumentare il numero di persone che fanno la terza dose, se non si riesce ad avere un bel muro costruito, alto e forte contro sia la variante Delta sia la variante Omicron che prima o poi prenderà piede, è chiaro che il Natale potrà diventare purtroppo una occasione di contagio. Invece noi dobbiamo fare tesoro di quello che abbiamo imparato in questi due anni". Lo ha detto Ilaria Capua, virologa e direttrice One Health Center of Excellence in Florida, ospite su Radio 105. "Non c'è più bisogno di virologi che ci dicono che bisogna lavarsi le mani, mettersi la mascherina e non andare nei posti chiusi dove c'è gente che magari non è vaccinata. Sappiamo quanto è insidioso questo virus - ha concluso Capua - sappiamo come si trasmette e quindi il Natale sarà come ce lo meritiamo".

Le regioni in zona gialla dal 20 dicembre 2021

Marche, Liguria, Veneto e provincia di Trento vanno in zona gialla da lunedì 20 dicembre. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato l'ordinanza con cui si sancisce il passaggio per rischio Covid dalla zona bianca alla nuova fascia. In zona gialla sono già presenti Friuli Venezia Giulia, Calabria e la provincia di Bolzano.  Tra bianco e giallo le differenze, va detto, sono pochissime: l'uso obbligatorio delle mascherine all'aperto, ma in molti Comuni e nella stessa Roma è già disciplinato anche in zona bianca; e poi il divieto di essere più di 4 seduti a tavola al ristorante. L’unica a rischiare la fascia più alta, arancione, è tra una o due settimane il Friuli Venezia Giulia che ha i reparti ospedalieri più in affanno rispetto a tutte le altre regioni. A Capodanno anche Lazio, Lombardia ed Emilia Romagna dovrebbero subire un primo cambio colore.

Fonte Today.it

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