Emergenza coronavirus, quando potremo toglierci le mascherine?

Nessuno sa dirlo con certezza, ma di certo non prima di aver vaccinato gran parte della popolazione contro Covid-19: nella migliore delle ipotesi si parla di inizio estate

(foto archivio)

Anche se il vaccino dovesse arrivare a gennaio non si tornerà alla vita di prima come se nulla fosse. O almeno non in tempi brevi. Parola di David Salisbury che fino al 2013 è stato responsabile del programma nazionale di vaccinazione nel Regno Unito. E che dunque sull’argomento è uno di quelli che può vantare una certa esperienza sul campo. Sul Guardian, Salisbury si chiede quando potremo rimettere nel cassetto le mascherine facciali che con la seconda ondata sono diventate obbligatorie pressoché ovunque. Ebbene, secondo Salisbury ciò sarà possibile solo se il coronavirus scomparirà del tutto o se si dovesse trasformare in qualcosa di simile a un raffreddore. La terza possibilità è quella di “vaccinare così tante persone da raggiungere l’immunità di gregge”. Bene. Quanto tempo ci vorrà?

Coronavirus, i tempi per la vaccinazione di massa

Salisbury, che di campagne vaccinali ne sa qualcosa, spiega che in un Uk le persone a rischio sono circa 10 milioni. Ipotizzando un milione di vaccinazione a settimana, dal momento che sono necessarie due dosi, in un mese e mezzo si riusciranno a vaccinare “solo” tre milioni di persone. Poche, troppo poche. Non solo per raggiungere l’immunità di gregge, ma anche per proteggere le categorie a rischio. Insomma, per un bel po’ di tempo sarà necessario ancora indossare le mascherine, limitare i contatti e osservare tutte le norme di prevenzione che ormai conosciamo a memoria.

L'arrivo di altri vaccini e le prime dosi in Italia

Tutto potrebbe cambiare però se a breve oltre a quello di Pfizer si rendessero disponibili altri vaccini. Se così fosse i tempi potrebbero accorciarsi, tuttavia le operazioni di stoccaggio e distribuzione si complicherebbero dal momento che ogni vaccino va conservato ad una temperatura diversa (quello di Pfizer ad esempio a -70°, altri a temperature superiori). Tutto dipenderà anche da quando partirtà la campagna vaccinale: nel Regno Unito, se dovesse arrivare il via libera al vaccino, le prime dosi potrebbero arrivare anche prima del 2021. In Italia, il commissario all’emergenza Domenico Arcuri, ha annunciato la disponibilità di dosi per 1 milione e 700mila persone entro fine gennaio, anche se il consulente del Ministero della Salute, Walter Ricciardi, ritiene “molto probabile” che le prime dosi del vaccino Pfizer-Biontech arrivino “all'inizio dell'anno prossimo".

Speranza: "Vaccinazione di massa alla fine del primo trimestre"

Piero Di Lorenzo, presidente dell'Irbm di Pomezia, il centro che ha sviluppato insieme all'università di Oxford il candidato vaccino prodotto da AstraZeneca, ha invece annunciato di recente che “se tutto andrà bene, è ragionevole aspettarsi che le prime dosi di vaccino, 2-3 milioni, arrivino in Italia entro la fine dell'anno. Il contratto tra AstraZeneca e l'Ue prevede la consegna di 300 milioni di dosi entro giugno 20201. In Italia ogni mese arriveranno in Italia una decina di milioni di dosi. Entro giugno 2021, tutti quelli che vorranno vaccinarsi in Italia potranno farlo". Molti virologi e immunologi ritengono che prima dell’estate si potrebbe  - nella migliore delle ipotesi – riuscire a vaccinare gran parte della popolazione. Altri studiosi sono più pessimisti e parlando addirittura del 2022. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha affermato che la distribuzione massiva del vaccino “avverrà sicuramente alla fine del primo trimestre del 2021, o alla fine del primo quadrimestre, ma l’auspicio è che i controlli che l’Ema ha già avviato sulle sperimentazioni più avanzate possano avere un esito positivo anche prima”.

Insomma, per marzo aprile si dovrebbe iniziare a fare sul serio. Per vedere i primi risultati entro l’estate. Ma non è scontato che questo scenario si concretizzerà. Bisognerà poi vedere se con la vaccinazione di massa, il virus scomparirà del tutto o resterà endemico. Anthony Fauci, l’immunologo a capo della task force contro Covid-19 negli Stati Uniti, propende per la seconda possibilità. E spiega che la strada “è ancora lunga”. La “cavalleria sta arrivando”, ma "bisogna avere pazienza e nel frattempo continuare con le misure di contenimento, anzi aumentarle”. Ad ogni modo secondo lo scienziato il virus non scomparirà del tutto. In un  modo o nell’altro bisognerà tenerlo a bada.

(fonte: Today)

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