Bloccato in Toscana, torna dalla moglie ammalata dopo mesi: "Grazie alla polizia, Regione e Comune mi hanno ignorato"

Santo Musotto è volato a fine febbraio a Prato e si è ritrovato "imprigionato" e senza alcuna possibilità di ritorno: "Nessuna risposta da Protezione civile e sindaco"

Santo Musotto

"Ho scritto una mail alla polizia aeroportuale di Pisa, mi hanno convocato per chiedermi precisazioni e mi hanno assicurato che avrei potuto rientrare. In poche ore hanno risolto il caso, la Protezione civile siciliana e il sindaco della mia città non mi hanno neppure risposto".

E' terminata la "prigionia" di Santo Musotto, agrigentino bloccato in Toscana, a Prato, da fine febbraio, dove era volato per assistere la figlia, reduce da un piccolo intervento chirurgico e rimasto bloccato dall'esplodere della pandemia e del conseguente lockdown che ha paralizzato prima il Paese e poi il mondo intero. 

“Dopo il decreto del governo, che imponeva a tutti gli italiani di restare a casa – spiega – è iniziato l’incubo. Hanno cancellato tre voli da Firenze e Pisa e poi hanno chiuso gli aeroporti. Nei giorni successivi, però, ho avuto necessità di rientrare perché mio figlio ha riaperto la cartoleria e mia moglie ha bisogno di assistenza”.

I voli, con uno scalo intermedio a Roma, dopo alcuni giorni sono stati programmati ma non è mai arrivato il via libera al viaggio da parte delle autorità. “Ho scritto alla protezione civile, alla Regione, al prefetto, al sindaco, ad alcuni deputati e non mi ha mai risposto nessuno. Ho inviato una pec alla polizia aeroportuale di Pisa, solo in questo modo si è sbloccata la situazione”.

Musotto viene chiamato e invitato a precisare meglio i motivi del viaggio. "Gli ho fatto presente - racconta - che dovevo rientrare perchè mia moglie aveva bisogno di essere assistita ad Agrigento. Hanno compreso la situazione e mi hanno subito autorizzato. Un ispettore è stato così gentile che mi ha pure richiamato per chiedermi se fossi arrivato a casa".

Musotto, domenica, ha avuto il via libera a prendere l'aereo per Roma e da lì per Catania. Infine, con un taxi, è rientrato in città.

"Devo ringrazira la polizia aeroportuale di Pisa, che con grande professionalità e senso del dovere ha dimostrato di essere sensibile e vicina ai bisogni dei cittadini. La stessa richiesta formulata al Dipartimento di protezione civile della Sicilia, alla segreteria della Presidenza della Regione Sicilia e l'appello al sindaco di Agrigento sono rimasti ignorati".

Musotto aggiiunge: "Tutti i deputati e i consiglieri agrigentini che ho contattato sono rimasti sordi e muti".

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