"Qui la gente muore o soffre le pene dell'inferno": fisioterapista emigrata a Bologna chiede prudenza ai concittadini

La donna, originaria di Agrigento, lavora al padiglione 25 del Sant’Orsola Malpighi. La struttura è stata ristrutturata in 6 giorni per affrontare l’emergenza Covid-19

"Qui la gente muore e quella che non muore soffre le pene dell’inferno, senza che questo gli dia la certezza di sopravvivere". Lo racconta una fisioterapista agrigentina di nascita e bolognese d'adozione. Una fisioterapista del Sant’Orsola Malpighi di Bologna. "Da circa 10 giorni lavoro al padiglione 25, il padiglione ristrutturato in 6 giorni per affrontare l’emergenza Covid - racconta, scegliendo di mantenere l'anonimato, ad AgrigentoNotizie - . Stiamo vivendo una tragedia, a cui anche la mia amata terra d'origine può andare incontro".

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C'è sgomento e preoccupazione nelle parole dell'agrigentina che adesso è, in prima linea, nel padiglione 25 del Sant’Orsola Malpighi di Bologna. "Ad Agrigento vivono i miei genitori, i miei fratelli, tutti i miei parenti e i miei amici - dice la donna - . Vedo ancora nei comportamenti e nelle considerazioni fatte dalla gente, una leggerezza che mi preoccupa enormemente. Qui la gente muore e quella che non muore soffre le pene dell’inferno" - ripete la fisioterapista che, di fatto, richiama tutti alla massima prudenza - . 

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La preoccupazione è rivolta, naturalmente, a Bologna che l'ha adottata, ma anche - soprattutto - alla sua terra. E ai suoi concittadini lontani lancia un accorato appello: "Aiutatemi a proteggere la mia famiglia e i miei cari".

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