Cronaca

Tamponi e Coronavirus, Vento: "Verso la fase 2? Ecco cosa occorre"

Una vera e propria tabella di marcia, quella stilata dal presidente dell'ordine dei medici, dei "consigli utili" per affrontare nel migliore modo possibile il post isolamento

Giovanni Vento

L'emergenza Coronavirus e la conseguente fase 2 che allenterebbe le attuali restrizioni. A volere intervenire è stato il presidente dell’ordine dei medici di Agrigento, Giovanni Vento.  "Appare evidente come la Fase 2 della pandemia costituisce un momento importante ed estremamente delicato per tutta la comunità dal punto di vista soprattutto sanitario, perché l’auspicio di una ripresa sociale ed economica comporta una sicurezza della gestione sanitaria che deve essere affrontata da tutti con impegno, estremo senso di responsabilità, soprattutto dalle Istituzioni preposte alla gestione della organizzazione sanitaria, al fine di scongiurare una possibile riacutizzazione della stessa patologia contagiosa". Queste le parole di Giovanni Vento.

In una lunga nota, il presidente dell'ordine dei medici di Agrigento, ha anche parlato di procedure che a suo dire, dovrebbero adottarsi nell'imminente Fase due.

"Il Tracciamento epidemiologico con rapidissime procedure di attivazione attraverso la somministrazione su larghissima scala di tamponi e test sierologici con ricerca di risposta anticorpale da eseguire soprattutto sul personale sanitario tutto, esposto in prima linea e sui cittadini in isolamento domiciliare e su soggetti paucisintomatici. Le suddette procedure dovranno dare certezza di negatività per potere consentire il rientro alla attività lavorativa con sicurezza, soprattutto per gli ex infetti che dovranno avere una  certificazione di immunità. Attivazione delle Usca (unità speciali di continuità assistenziale) con il rapporto di una ogni 50mila abitanti o comunque una per ogni distretto, sono state inviate alle aziende sanitarie Provinciali indicazioni operative su organizzazione e funzioni di tali unità, estendendo il loro ruolo anche alla gestione dei casi sospetti ed alla esecuzione dei tamponi, provvedendo alla formazione dei suddetti operatori sanitari e all’adeguato approvvigionamento ed uso dei Dip Promuovere l’intervento dei MMG per l’applicazione e somministrazione dei protocolli terapeutici, utilizzando farmaci autorizzati da AIFA, che in virtù della sperimentazione effettuata in atto sono ritenuti validi nel trattamento della suddetta infezione con miglioramento della sintomatologia".

Il presidente dell'ordine dei medici, Giovanni Vento, ha anche parlao di farmacie e dispositivi di protezione individuale.  "Autorizzare le farmacie ospedaliere a garantire la fornitura degli stessi farmaci ai MMG che, di concerto con le Usca provvederanno in tal senso. Quanto sopra nelle previsione ipotizzabile che la diffusione del virus sul territorio duri ancora a lungo soprattutto sulla scorta del riscontro dei dati  epidemiologici. Promuovere  la programmazione di tele-medicina domiciliare che preveda l’utilizzo, da parte del paziente o del familiare, di semplici device in grado di rilevare i parametri fondamentali utili al monitoraggio dell’andamento della patologia. Attivare la formazione del personale medico ed infermieristico selezionato per le attività sopra descritte. Prevedere un uso obbligatorio dei dispositivi di protezione individuale per tutta la collettività e pertanto, un rapido e massiccio approvvigionamento di mascherine chirurgiche. Attivazione di servizio di controllo sanitario periodico con medici competenti del lavoro presso le aziende autorizzate alla riapertura che in caso di necessità operino da filtro e applichino i protocolli sanitari previsti, isolando il lavoratore covid positivo ed attivando il percorso di triage; Attivare disposizioni che consentano il distanziamento sociale obbligatorio nell’utilizzo dei servizi pubblici di trasporto, nella frequentazione di esercizi commerciali e locali pubblici, evitando pericolose concentrazioni di persone, dando ancora disposizioni per la periodica sanificazione dei siti sopracitati. Quanto finora esposto, finalizzato ad un potenziamento della sanità territoriale, al fine di scongiurare una riattivazione di focolai di contagio che fino ad oggi hanno colpito fortunatamente  in modo molto marginale la nostra provincia di Agrigento". 

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