Coronavirus e famiglie con disabili, Zicari: "Noi in prima linea, sono giorni difficili"

La presidente dell'associazione "Amici onlus" spiega: "Impossibile far entrare in casa assistenti sanitari o insegnanti di sostegno, tutto è sulle spalle delle famiglie"

(foto ARCHIVIO)

Se i giorni che stiamo vivendo, chiusi in casa al fine, si spera, di sconfiggere il Covid-19, sono difficili per tutti, c'è una fascia di popolazione che si trova ad affrontare questi fatti epocali con maggior difficoltà. Parliamo delle famiglie di soggetti con disabilità.

“Il problema prioritario soprattutto in questi giorni – spiega Angela Zicari, dell’associazione Amici Onlus – è la garanzia della salute dei nostri familiari perché sono più a rischio. In queste settimane, come è comprensibile, diventa impossibile consentire l’ingresso in casa di sanitari e personale di sostegno senza che vi sia un pericolo per i nostri figli. Così assoluto, ancora una volta, diventa il sistema della rete familiare. Abbiamo sempre rivendicato il valore della famiglia nel garantire assistenza e la libertà di scelta nell’assistenza, e, adesso, quanto sta accadendo ci sta dando ragione. Il messaggio che vorremmo lanciare alle istituzioni è di continuare a questo modo e continuare ad investire in questa modalità di assistenza, la casa è il luogo più protetto e da cui nessuno dovrebbe essere allontanato contro la propria volontà”.

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Zicari spiega che questi giorni sono vissuti con estremo disagio dai ragazzi e le ragazze con disabilità, dato che "hanno interrotto la loro routine, che era fatta da tanti stimoli. Non parliamo solo di attività scolastiche, ma anche ricreative e di integrazione. Si apre quindi un percorso tutto da inventare che dipende anche dalle evoluzioni di questa pandemia. Per quanto riguarda le lezioni on line, in questo momento i ragazzi vivono un momento di grande cambiamento e scompenso. Un ragazzo con disabilità inizia il suo percorso di studi con difficoltà già quando ha un piano strutturato, un insegnante dedicato eccetera. Tutto questo oggi è stato stravolto e al momento non vi sono alternative che garantiscano in primis la tutela della salute dei nostri figli, che per noi è l'unica priorità".

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