Finita l'odissea della famiglia agrigentina bloccata in Argentina da un mese e mezzo, Scozzari: "Grazie a Orlando e alla stampa"

La donna 77enne, con altri quattro congiunti al seguito, è salita sull'aereo che da Buenos Aires la riporterà a Roma: decisivo l'intervento del consolato

L'avvocato Giuseppe Scozzari con la madre Anna Vaccaro Notte alla partenza

Centotrenta italiani dei quasi 200 rimasti "intrappolati" in Argentina da un mese e mezzo, senza soldi nè vestiti adatti all'inverno ormai in arrivo, si sono imbarcati pochi minuti dopo le 19 da Buenos Aires con destinazione Roma Fiumicino. Per gli altri ci sarebbero imminenti soluzioni analoghe. La disavventura è arrivata all'epilogo dopo l'intervento del sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando, a sua volta sollecitato dall'avvocato agrigentino Giuseppe Scozzari (ex deputato nazionale e compagno di partito di Orlando nella Rete) che, da settimane ha mediato con le autorità diplomatiche per fare rientrare in Italia la propria madre 77enne, Anna Vaccaro Notte, e la cugina incinta al settimo mese, con famiglia al seguito.

"Ringrazio Leoluca Orlando e la stampa che ha sollevato il caso - spiega Scozzari - è stata messa la parola fine a una vicenda molto sgradevole". Da circa un mese e mezzo gli italiani non riuscivano a rientrare dalla capitale argentina perché molti voli erano stati cancellati e quei pochi messi a disposizione da Alitalia avevano pochissimi posti disponibili e costavano mediamente attorno ai duemila euro, vale a dire sette volte il prezzo originario. Il caso si è risolto con l'intervento del consolato che ha mediato per l'acquisto dei biglietti, pagati 1.200 euro ciascuno, attraverso un prestito visto che i canali bancari italiani non sono del tutto sfruttabili in Sudamerica.

Scozzari, da settimane, aveva preso contatti col ministero degli Esteri e col consolato "avendo risposte piuttosto vaghe", sottolinea. La soluzione del prestito sembrava imminente anche il 25 aprile ma era naufragata, anche in quel caso, per la cancellazione del volo. "Mia madre e mia cugina, con la sua famiglia - aggiunge Scozzari - erano ospiti da mia zia ma c'erano almeno altri 180 connazionali che non sapevano dove andare e avevano finito i soldi per pagare l'albergo. Oltretutto è arrivato il freddo e non potevano neppure comprare i vestiti perché i negozi sono chiusi". Nei giorni scorsi, consultando l'unica fonte ufficiale, vale a dire Alitalia, i primi voli disponibili da Buenos Aires per l'Italia, erano fissati per il 3 giugno e avevano un costo che si aggirava attorno ai 3 mila euro. Nelle scorse ore l'intervento del consolato ha sbloccato la situazione. Tutti gli italiani, isolati in maniera ininterrotta da un mese e mezzo, dovranno adesso rispettare un'altra quarantena di quindici giorni. 

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