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(foto archivio)

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Natale ed esodo verso il Sud, Regione al lavoro per misure anti Covid: si punta a tamponi e quarantena

Sabato 19 e domenica 20 dicembre saranno gli ultimi giorni "validi" per muoversi prima dell'entrata in vigore delle restrizioni agli spostamenti previste dal Dpcm

Sarà "carica" dei 60 mila? Tanti i siciliani che potrebbero tornare sull'isola, a casa, per le vacanze di Natale. Qualcuno, quasi certamente, s'è già rassegnato. Altri invece potrebbero tentare di aggirare gli "ostacoli" del Dpcm entrato in vigore ieri. L'assessore regionale Ruggero Razza, ieri sera, ha convocato il comitato tecnico scientifico. Le ipotesi al momento sono due: tamponi per tutti coloro che rientrano o quarantena. 

“Il rischio di un nuovo esodo verso il Sud è un fatto reale, che non può non destare preoccupazione. Per questo ho ritenuto di chiedere al nostro comitato scientifico di valutare alcune misure di contenimento e sorveglianza sanitaria, che vorremo condividere anche con il ministero della Salute". Lo dice il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

"C’è - prosegue - un sostanziale miglioramento in Sicilia e si inizia finalmente a vedere una progressiva regressione della pressione sulle strutture ospedaliere. Non possiamo, quindi, rischiare di far correre di nuovo il virus per comportamenti individuali che appaiono improntati a superficialità. Lo dobbiamo alle tante vittime che abbiamo avuto e alla straordinaria passione con cui migliaia di operatori hanno adempiuto con professionalità alla loro missione di vita”.

Sabato 19 e domenica 20 dicembre saranno gli ultimi giorni "validi" per muoversi prima dell'entrata in vigore delle restrizioni agli spostamenti tra regioni e comuni previste dal decreto legge 2 dicembre n. 158, il quale stabilisce che dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 saranno vietati gli spostamenti tra regioni diverse e il 25 e il 26 dicembre 2020 e il primo gennaio 2021 saranno vietati anche gli spostamenti tra comuni diversi (salvo che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute).

La grande fuga del 19-20 dicembre prima del divieto di spostamento

Gli italiani si preparano alla grande fuga prima dell'entrata in vigore del divieto di spostamento: è lecito e comprensibile visto l'approssimarsi delle festività natalizie e i tanti mesi passati in lockdown, anche se poi nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno i cittadini dovranno giustificare anche un'eventuale visita ai parenti se residenti in un altro comune. Il governo stesso, d'altra parte, ha annunciato che si attende per metà dicembre gran parte dell'Italia (se non tutta) in zona gialla, consentendo quindi la possibilità di spostarsi tra regioni. Ed è stato sempre il governo, nel decreto legge, a consentire agli italiani di programmare un piccolo grande esodo, certificando che "sarà sempre possibile, anche dal 21 dicembre al 6 gennaio, rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione", e dando anche la possibilità a tutti (o quasi) di muoversi, a patto che lo si faccia prima del 21 dicembre.

Il pericolo di rivivere le scene del 7-8 marzo

Il divieto di mobilità tra regioni e comuni che scatta nei giorni di festa sta avendo i primi effetti già in queste ore. Per rendersene conto basta farsi un giro sul sito di Trenitalia. A scanso di equivoci, ribadiamo che spostarsi nei limiti fissati dalla legge è lecito e comprensibile visto l'approssimarsi delle festività natalizie e i tanti mesi passati in lockdown. Ma è forse altrettanto doveroso non dimenticare il recente passato. Una situazione di "grande fuga" più o meno simile l'abbiamo già vissuta nel weekend del 7-8 marzo, quando le anticipazioni filtrate dal Consiglio dei ministri sul nuovo Dpcm anti coronavirus a proposito della chiusura della Lombardia trasformata in zona rossa causarono un esodo di massa verso sud già nella serata di sabato. In tanti presero d'assalto i treni della notte alle stazioni Centrale e Garibaldi di Milano nel timore di restare bloccati lontani da casa e dalle famiglie.

Erano giorni diversi da oggi, certo, con l'epidemia che di lì a poco avrebbe "sconfinato" invadendo tutte le regioni d'Italia. Anche stavolta, però, non bisognerebbe sottovalutare il pericolo di fare un assist al virus come avvenuto in quei giorni a marzo. Perché il coronavirus se ne frega del Natale e di Capodanno e solo i nostri comportamenti potrebbero allontanare l'incubo concreto di una terza ondata a inizio 2021. "Il 19 dicembre, se restano così le regole, rischiamo di rivivere quello che abbiamo visto tra il 7 e l’8 marzo. 

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