Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

"Dati dei contagi Covid falsificati": 3 arresti, indagato l’assessore Razza

Parla di "disegno politico scellerato" il gip di Trapani. Positivi e decessi "spalmati" nel tempo per evitare, secondo gli inquirenti, che la Sicilia fosse messa in zona rossa

Terremoto nella sanità siciliana. Dopo un blitz dei carabinieri scattano tre arresti al dipartimento per le Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico (Dasoe) dell'assessorato alla Salute della Regione Siciliana. Tra gli indagati anche l'assessore alla Salute Ruggero Razza. Gli arrestati, tra cui un dirigente del dipartimento, finiti ai domiciliari, sono accusati di fatto, di aver alterato, in svariate occasioni, la base-dati sulla quale poi sono stai adottati i provvedimenti successivi che miravano al contenimento della diffusione del virus. "Sono stati modificati - è l'ipotesi accusatoria - il numero dei positivi e dei tamponi", indirizzato poi all'Istituto superiore di sanità.

I reati contestati agli indagati, finiti ai domiciliari, sono falso materiale ed ideologico in concorso. La misura cautelare, disposta dal gip del tribunale di Trapani, è stata eseguita dai carabinieri del Comando provinciale e del Nas di Palermo.

L'assessore Razza è destinatario di un invito a comparire e di un contestuale avviso di garanzia per falsità materiale e ideologica. All'assessore alla Salute della Regione Siciliana sono stati sequestrati anche i telefoni cellulari. "Sul conto di Razza, sebbene non emerga ancora compendio investigativo grave - spiegano i carabinieri del Comando provinciale di Trapani - è emerso il parziale coinvolgimento nelle attività delittuose del Dasoe", il dipartimento per le Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico finito sotto alla lente d'ingrandimento dei magistrati.

Disposti i domiciliari per il dirigente del Dasoe, Maria Letizia Di Liberti, Salvatore Cusimano, dipendente dell’assessorato regionale all’Industria, ed Emilio Madonia, dipendente di una ditta che collabora con la struttura per il flusso dei dati. Risultano indagati anche il vicecapo di gabinetto dell’assessore Razza, Ferdinando Croce e Mario Palermo, direttore del Servizio 4 del Dasoe.

Dal mese di novembre appena trascorso sono circa 40 gli episodi di falso documentati dagli investigatori dell'Arma, l'ultimo dei quali risalente a pochi giorni fa: il 19 marzo. L'inchiesta è nata dagli accertamenti su un laboratorio di Alcamo, in provincia di Trapani, che avrebbe dato esiti sbagliati dei propri tamponi. Gli indagati sono complessivamente dieci.

Parla di "disegno politico scellerato" il gip di Trapani che, accogliendo la richiesta della Procura, ha messo ai domiciliari una dirigente e un funzionario dell'assessorato regionale alla Salute e il dipendente di una società informatica accusati di aver mandato all'Istituto Superiore di Sanità dati falsi sull'andamento della pandemia nell'isola. Positivi e decessi "spalmati" nel tempo per evitare, secondo gli inquirenti, che la Sicilia fosse messa in zona rossa. Nell'indagine è coinvolto, appunto, anche l'assessore alla Salute Ruggero Razza, mentre - scrive il gip-  "sembra estraneo il presidente della Regione Musumeci, che pare tratto in inganno dalle false informazioni che gli vengono riferite".

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