Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Quanto rischia chi non si vaccina

L'efficacia dei vaccini approvati dall'Ema e tutti i rischi per una persona che non ha ricevuto alcuna dose, spiegato con i numeri

Gli scettici si chiedono se i vaccini siano davvero efficaci, ma basta guardare i numeri per capire che chi ha completato il ciclo vaccinale rischia molto meno rispetto a chi non ha ricevuto alcuna dose. Ecco le stime di efficacia vaccinale dell'Istituto superiore di sanità relative al periodo dal 4 aprile (approssimativamente la data in cui la vaccinazione è stata estesa alla popolazione generale) all'11 luglio 2021:

  • l'efficacia complessiva della vaccinazione è superiore al 70% nel prevenire l'infezione nei vaccinati con ciclo incompleto e superiore all'88% per i vaccinati con ciclo completo;
  • l'efficacia nel prevenire l'ospedalizzazione sale all'80,8% con ciclo incompleto e al 94,6% con ciclo completo;
  • l'efficacia nel prevenire i ricoveri in terapia intensiva è pari all'88,1% con ciclo incompleto e al 97,3% con ciclo completo;
  • l'efficacia nel prevenire il decesso è pari al 79% con ciclo incompleto e al 95,8% con ciclo completo.

I numeri parlano chiaro: i vaccini anti covid approvati dall'Agenzia europea per i medicinali (Comirnaty di Pfizer-BioNtech, Moderna, Vaxzevria di AstraZeneca e Janssen di Johnson&Johnson) hanno percentuali di copertura molto alte che assicurano la quasi totale immunità. "Questi dati, che confermano quelli di diversi studi internazionali, evidenziano che i vaccini di cui disponiamo sono estremamente efficaci nel prevenire le forme gravi della malattia, se viene completato il ciclo vaccinale, mentre hanno una buona efficacia nella prevenzione delle infezioni - ha commentato il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro -. È necessario quindi accelerare il più possibile nella campagna vaccinale, e allo stesso tempo mantenere le misure di distanziamento e protezione indicate dagli esperti finché non si sarà raggiunta una copertura sufficiente".

Quanto rischia di più chi non si vaccina

I dati elaborati dall'Iss provengono dall'anagrafe nazionale vaccini (Avm) e dalla sorveglianza integrata dei casi di infezione da virus Sars-CoV-2. Nell'elaborazione è stato esaminato lo status vaccinale di infetti, ricoverati e deceduti per Sars-CoV-2, e l'efficacia vaccinale è stata calcolata separatamente per quattro fasce di età: 12-39, 40-59, 60-79 e over 80. Riguardo agli over 80 ricoverati per Covid-19, dall'analisi dei dati nel periodo tra il 21 giugno e il 4 luglio emerge che solo 52 persone su una platea di 4 milioni di vaccinati sono finite in ospedale dopo l'infezione, contro le 83 su 400mila persone non vaccinate. I vaccinati over 80 rischiano dunque quindici volte meno dei non vaccinati. Sopra gli 80 anni, tra i vaccinati completi si infetta una persona su 75mila, mentre tra i non vaccinati una ogni 5mila.

Non solo. Dai dati dell'Istituto superiore di Sanità emerge che i rischi da parte dei non vaccinati di contrarre l'infezione ed essere ricoverati in ospedale, o finire in terapia intensiva o anche morire, sono via via più alti rispetto a quelli dei vaccinati. Nel dettaglio: una persona non vaccinata rischia dieci volte di più di infettarsi rispetto a un vaccinato con ciclo completo e diciassette volte di più di essere ricoverato in ospedale. Le persone non vaccinate sono trenta volte più esposte al ricovero in terapia intensiva e venticinque volte di più alla morte.

Perché non è vero che ci sono più contagi tra i vaccinati

Il Covid-19 sta colpendo anche alcuni vaccinati. E con l'aumento delle vaccinazioni può sembrare che ci siano più contagi tra le persone che hanno ricevuto il vaccino. Nascono proprio da qui i dubbi degli scettici o i "trucchi" dei no vax che vorrebbero mettere in dubbio l'efficacia dei vaccini facendo disinformazione. Ma non è così. Questa tesi si basa su un paradosso ben noto agli epidemiologi, segnalato anche dall'Istituto superiore di sanità: quando le vaccinazioni nella popolazione raggiungono livelli molto alti (in Italia al momento oltre il 56% della popolazione over 12 ha completato il ciclo vaccinale), il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile tra i vaccinati e non vaccinati. Parliamo però di numeri assoluti e non di incidenza (il rapporto tra il numero dei casi e il totale della popolazione), come sarebbe corretto fare. L'effetto protettivo dei vaccini anti covid si nota immediatamente se si considera la percentuale di casi tra vaccinati e non vaccinati.

rischi non vaccinati grafico iss-2

Contagi tra vaccinati e tra non vaccinati: numeri assoluti e incidenza a confronto. Grafico Iss

Del resto lo avevamo già fatto presente in questo articolo. Se in un'ipotetica coorte di diecimila persone fossero tutti vaccinati, ipotizzando un'efficacia del 90% nel prevenire l'ospedalizzazione avremmo comunque dieci ricoverati (lo 0,1% del totale), ma senza vaccino ne avremmo avuti cento. Eppure un no vax avrebbe gioco facile nel dire che "tutti i ricoverati si erano vaccinati". Come sottolinea l'Iss, si tratta di un paradosso "atteso e ben conosciuto, che bisogna saper riconoscere per evitare preoccupazioni e perdita di fiducia nella vaccinazione".

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