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Cronaca

E' caos dopo la decisione del Tar: ecco chi chiuderà le scuole e chi no

I sindaci viaggiano in ordine sparso dopo le polemiche dei giorni scorsi: non tutti i centri in zona arancione hanno infatti deciso per la dad

Con il contagio da Omicron che continua a correre, ma con un numero imprecisato ad oggi di utenti che sono in attesa del tampone che li "liberi" dalla quarantena, da lunedì in provincia di Agrigento ci sarà chi tornerà a scuola e chi no. Almeno, se parliamo di lezioni "in presenza".

Se, come noto, scadranno alla mezzanotte di domenica 16 gennaio le ordinanze firmate da tutti i sindaci su impulso dell'Anci nei giorni scorsi - in aperta rottura con la linea della Regione siciliana e del Governo nazionale -, che sono state già cassate in tre distinte occasioni dai giudici amministrativi, si apre uno scenario totalmente diverso per i comuni che si trovano in "zona Arancione". Un elenco lungo dopo gli aggiornamenti dei giorni scorsi: oltre a Canicattì, Palma di Montechiaro e Ribera, si sono infatti aggiunti Agrigento, Raffadali, Santa Margherita di Belice, Siculiana, Favara, Grotte, Santo Stefano Quisquina, Alessandria della Rocca e Porto Empedocle.

Tutti centri che, come abbiamo spiegato ieri, hanno una opportunità creata dalla Regione: "In presenza di focolai di straordinaria criticità epidemiologica, purché in vigenza di preventiva classificazione delle aree interessate in zona arancione o rossa - dice una circolare dell'Assessorato - il sindaco potrà disporre la sospensione delle attività didattiche in presenza e lo svolgimento delle stesse con modalità a distanza a condizione vincolante di conforme parere tecnico-sanitario dell'Asp territorialmente competente e per un periodo non superiore ai 10 giorni".

Cosa che appunto ha già fatto il capoluogo: Agrigento ha già deciso ieri, con il primo cittadino Franco Micciché che ha stoppato le lezioni in presenza per tutte le scuole fino al prossimo 24 gennaio. 

All'Asp si sono però rivolti anche altri sindaci, come ad esempio quello di Favara, che ha già annunciato la sospensione dell'attività didattica dal 17 al 26 gennaio, e quello di Grotte, al momento in attesa del parere dell'azienda sanitaria provinciale.

Una linea più cauta, anche alla luce delle polemiche e delle contestazioni del Tar, è invece quella che stanno seguendo i sindaci di Siculiana (che ha disposto per domani uno screening della popolazione scolastica che sarà determinante, pare, per le scelte successive) e di Raffadali, il quale al momento ha sospeso ad esempio i mercati ma, rispetto alle attività didattiche, ci ha spiegato che sceglierà in base all'evoluzione del quadro epidemiologico. "Dopo le motivazioni delle ordinanze dei Tar - dice Silvio Cuffaro -non posso sospendere le lezioni in presenza. Aprirò le scuole, se dovessero verificarsi le condizioni di eventuali focolai di contagio allora non avrei un minuto di tentennamento". 

A Porto Empedocle il sindaco Calogero Martello ha annunciato nei giorni scorsi che avrebbe emanato "una nuova ordinanza sindacale dove verranno chiuse le scuole di ogni ordine e grado con istituzione dell’apposita dad", ma al momento in cui questo articolo viene pubblicato non ci sono nuovi provvedimenti all'orizzonte.

Ad aver già deciso è il sindaco di Santo Stefano di Quisquina Francesco Cacciatore, che ha annunciato sui social che "avendo acquisito preventivo parere dell'Asp territorialmente competente" ha firmato un'ordinanza comunale che impone la dad dal 17 al 22 22 gennaio.

Il Comune di Alessandria della Rocca non ha ancora comunicato alcun aggiornamento rispetto all'ordinanza sindacale già firmata nei giorni scorsi dal primo cittadino che sospendeva le attività didattiche fino al prossimo 18 gennaio.

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