"Non ce n'è Covid", ma i casi continuano a salire: Musumeci pronto ad una nuova ordinanza

"Confidiamo - dice - nel senso di responsabilità di ognuno, soprattutto dei giovani, e nell'accurata vigilanza delle Forze dell’ordine. Vorremmo evitare di adottare nei prossimi giorni misure restrittive, ma non ci sentiamo di escluderle”

Il numero di casi sale, per quanto lentamente, e non fa stare tranquilli. Per questo dalla Regione si dicono oggi pronti a firmare provvedimenti più restrittivi di quelli finora necessari al fine di limitare assembramenti e il mancato uso della mascherina.

"Salgono a 181 i positivi al Coronavirus in Sicilia - dice una nota del presidente Nello Musumeci -. Un dato che ci impone di fare appello a una maggiore disciplina collettiva. Evitare gli assembramenti, usare la mascherina nei luoghi all’aperto frequentati, usarla sempre nei luoghi chiusi (tranne a casa propria), mantenere la distanza di un metro con persone non conviventi, l’uso di  guanti e mascherina per gli operatori commerciali di generi alimentari (anche ambulanti). Tutto questo può costituire un piccolo fastidio, ma ci dà un grande aiuto nel tenere bassa la probabilità del contagio. Confidiamo perciò - continua - nel senso di responsabilità di ognuno, soprattutto dei giovani, e nell'accurata vigilanza delle Forze dell’ordine. Vorremmo evitare di adottare nei prossimi giorni misure restrittive, ma non ci sentiamo di escluderle”.

Il punto della situazione: +13 nuovi casi in 24 ore, nessuno in provincia di Agrigento

Del tema delle misure di contenimento si era parlato anche nella nostra provincia, con il Comitato per l'ordine e la sicurezza che aveva chiesto chiaramente ai sindaci di dotarsi di ordinanze che vietassero gli assembramenti e regolamentassero l'attività dei locali della "movida". Alla fine l'unico Municipio che si è adoperato è stato quello di Agrigento, mentre certamente il rischio di assembramenti non è una questione geograficamente delineata, ma riguarda tutti i centri - soprattutto quelli balneari-.

La "rilassatezza", comunque, si vede ormai ad occhio nudo un po' ovunque, stante che in moltissimi negozi, ristoranti e bar, dove pur ancora campeggiano i cartelli che invitano all'uso della mascherina, utenti e lavoratori sono serenamente sprovvisti dei dpi senza che, ed è la cosa più grave, vi siano controlli e sanzioni.

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