Coronavirus, in Sicilia 13 nuovi casi: sono 41 i pazienti dimessi dall'ospedale

Si allenta la pressione sui Covid hospital, due le persone invece uscite dalla terapia intensiva. Dei 3.016 tamponi analizzati solo lo 0,39% è risultato positivo. Invariato rispetto a ieri il numero degli attuali positivi. Si registrano invece 11 guariti e due decessi

foto archivio

l Coronavirus allenta la morsa sugli ospedali siciliani. Sono ben 41 (record giornaliero) le persone dimesse nelle ultime 24 ore. Questo il dato che balza all'occhio nel consueto report della Regione. Resta costante, e quindi basso, il numero di nuovi casi: 13 su 3.016 tamponi analizzati (0,39%).

Andiamo ai dati generali. Dall'inizio dei controlli i tamponi effettuati sono stati 98.711, su 88.497 persone: di queste sono risultate positive 3.30, mentre attualmente sono ancora contagiate 2.127 (numero invariato rispetto a ieri), 921 sono guarite (+11) e 253 decedute (+2).

Degli attuali positivi, 329 pazienti (-41) sono ricoverati - di cui 19 in terapia intensiva (-2) - mentre 1.798 (+41) sono in isolamento domiciliare. Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 16 di oggi (venerdì 8 maggi), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all'Unità di crisi nazionale.

Il dato dell'Agrigentino: I contagi restano fermi a 125, ma c'è un guarito in più: oggi sono 83. Si tratta di un paziente di Sciacca che sale complessivamente a 19 persone che hanno sconfitto il Covid sui 26 complessivamente contagiati. Per la città termale, ne restano solo 3 ancora in trattamento. Oggi, inoltre, l'Asp ha acquisito ben 215 tamponi: salgono a 5.402 i test per i quali è arrivato il referto da quando è scoppiata la pandemia.

Come leggere i numeri

I numeri vanno letti e interpretati, se si vuole davvero capire come evolve, in positivo o in negativo, un'epidemia. E si rischia di incorrere in particolare in un equivoco, che va spiegato. Quali sono i numeri che vanno analizzati per capire "come sta andando"? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all'andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi.

Ovviamente è molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma è un dato clinico, non epidemiologico: se ad esempio domani ci fossero 300 nuovi casi e guarissero tutti all'istante, facendo un'ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 300 casi.

Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli "attualmente positivi". Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del "paniere" dei malati totali di Coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché si crea l'equivoco: se aumentano guariti e deceduti è inevitabile che calino gli "attualmente positivi", il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri.

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